La Formula 1 torna in Africa, ma l’annuncio del Gran Premio in Ruanda accende subito la polemica. Amnesty International ha criticato duramente l’accordo decennale siglato dal Circus, accusando la categoria di offrire al governo di Kigali un’importante occasione per ripulire la propria immagine internazionale attraverso lo sport.

La presa di posizione arriva dopo l’ufficializzazione del nuovo Gran Premio d’Africa, che si disputerà a Bugesera, nei pressi della capitale Kigali, su un circuito ancora da realizzare. Il debutto è previsto nei primi anni del prossimo decennio: la data esatta non è stata ancora comunicata.

Felix Jakens, responsabile delle campagne di Amnesty International UK, ha definito l’intesa un «premio allo sportwashing», espressione utilizzata per descrivere il ricorso a grandi eventi sportivi per distogliere l’attenzione dalle violazioni dei diritti umani. L’organizzazione denuncia in particolare le accuse di detenzioni arbitrarie, torture e repressione del dissenso rivolte alle autorità ruandesi.

La questione mette la F1 davanti a una contraddizione delicata: da una parte, la volontà di riportare il Mondiale in Africa dopo l’ultima gara disputata in Sudafrica nel 1993; dall’altra, la responsabilità di valutare il contesto politico dei Paesi ospitanti.

Amnesty invita il Circus a pretendere riforme concrete sui diritti umani, anziché limitarsi a celebrare i benefici economici e sportivi dell’accordo.

Sezione: News / Data: Mer 14 ottobre 2026 alle 10:32
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
vedi letture
Paolo Mutarelli
autore
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.