La Ferrari non ha mai funzionato in Sprint Race del GP Qatar, con Charles Leclerc tredicesimo dopo una partenza goffa dal nono posto e Lewis Hamilton diciassettesimo dai box con assetto ritoccato invano. Oscar Piastri ha comandato su Lusail vincendo davanti a Russell e Lando Norris, Max Verstappen quarto lotta con rimbalzi RB21. Tsunoda penalizzato scivola, Sainz ottavo regala un lampo a Williams. La SF-25 arranca nel gruppone, superata da Haas e Sauber, in una stagione senza guizzi veri.

Vicky Piria non si strappa i capelli per il disastro, ma punta il dito su ritardi cronici."Delle cose non le hanno mai sistemate tipo le curve lunghe. In Bahrain nei test la Ferrari le soffriva, ora in Qatar dopo un anno siamo ancora qui. Capisco che la Ferrari ha sempre pressione, in special modo con Hamilton. Vorrei capire se veramente hanno stoppato l’evoluzione ad aprile. Non si vede D’Ambrosio in pista, il vice di Vasseur. Si spera che stia a Maranello per puntare sul 2026”. Chinchero e Bobbi parlano di mediocrità, Gené spera in ribaltoni setup, ma Piria vede continuità nei difetti irrisolti dalle curve veloci.

SF-25 senza cure: occhi al futuro

Lusail ripropone lo stesso copione di Bahrain test, con Ferrari che perde grip nelle esse lunghe e non evolve. Hamilton insonne cerca soluzioni, Leclerc sfiorava seconda fila ieri ma parte sonnacchiosa. McLaren rosicchia con Piastri vicino a Norris, Red Bull zoppica ma tiene. Williams e midfield guadagnano, Ferrari quarta forza senza picchi. Stasera qualifiche per un guizzo, ma Piria dubita: se sviluppo fermo ad aprile, resta solo attendere la rivoluzione 2026 con motori ibridi e ali semplificate.

Parole chiave: f1 news, ferrari f1, f1, f1 formula 1, f1 oggi, Piria Ferrari, SF-25 Qatar, Ferrari curve lunghe

Sezione: News / Data: Sab 29 novembre 2025 alle 17:15
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
vedi letture
Paolo Mutarelli
autore
Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
Print