Il weekend inaugurale della nuova era tecnica rischia di aprirsi all'insegna del caos meteorologico e di una svolta regolamentare che potrebbe rimescolare le carte in tavola. Con le previsioni che indicano un'alta probabilità di precipitazioni sulla pista di Albert Park, la Federazione ha deciso di intervenire per evitare che le scuderie si trovino intrappolate in setup totalmente inadatti alle condizioni di bagnato. Questa decisione rappresenta una deroga significativa rispetto alla rigidità che ha caratterizzato la F1 negli ultimi anni, permettendo ai team di intervenire in modo profondo sulle monoposto anche dopo l'inizio delle sessioni ufficiali, garantendo così una maggiore sicurezza per i piloti e uno spettacolo più equilibrato.

Cosa cambia per altezze da terra e ali: la svolta della FIA

La novità principale riguarda la possibilità di intervenire su parametri che solitamente rimangono congelati non appena la vettura lascia il garage per le qualifiche. In caso di sessione dichiarata "wet", i commissari permetteranno deroghe specifiche per adattare le vetture. "Siamo di fronte a una modifica necessaria: se la pioggia dovesse colpire il circuito in modo persistente, verrà concesso alle squadre di alzare l'altezza da terra delle macchine e di modificare l'incidenza dei flap delle ali. Questo serve a garantire che le nuove monoposto non soffrano di problemi di visibilità eccessiva o di aquaplaning dovuti a un fondo troppo vicino all'asfalto", spiegano le fonti vicine alla Federazione. Questa flessibilità permette alla Mercedes e alla Ferrari di non dover azzardare scelte di setup "al buio" prima che il meteo si stabilizzi.

L'impatto sulla strategia e le prestazioni in pista

Poter mettere mano all'assetto in regime di Parco Chiuso è un vantaggio che non tutti potrebbero sfruttare allo stesso modo. Alcune vetture, infatti, si sono dimostrate più sensibili di altre alle variazioni di altezza, e un assetto più "morbido" e alto potrebbe favorire chi ha faticato nei test di durata. "Non si tratta solo di una questione di sicurezza, ma di una vera opportunità tecnica. Poter variare l'angolo di attacco delle ali significa poter trovare il carico aerodinamico necessario nel momento esatto in cui la pista cambia condizione, senza dover correre il rischio di essere troppo lenti sul dritto se smette di piovere", hanno commentato alcuni ingegneri nel paddock. Per la Red Bull, nota per la sua efficienza aerodinamica, questa variabile potrebbe rappresentare un'insidia in più nel confronto diretto con i rivali. La f1 oggi si prepara quindi a un debutto dove il fattore umano e la capacità di adattamento dei meccanici conteranno quanto la velocità pura.

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Sezione: News / Data: Lun 02 marzo 2026 alle 09:52
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.