Nelle prime tappe del Mondiale 2026, uno dei temi tecnici più caldi nel paddock è stato l’incredibile spunto della Ferrari SF-26 allo spegnimento dei semafori. La monoposto di Maranello ha mostrato una superiorità netta nelle fasi di avvio, trasformando spesso le prime file in un territorio di caccia esclusivo. Tuttavia, il pacchetto di modifiche regolamentari annunciato ieri dalla FIA ha rimescolato le carte, ponendo fine a alcune discussioni tecniche ma confermando, per certi versi, il vantaggio competitivo della Rossa.

Il vantaggio tecnico: perché la Ferrari parte meglio?

Il "segreto" delle partenze fulminee della Ferrari risiede in una scelta progettuale precisa riguardante la Power Unit. Maranello ha optato per un turbocompressore dalle dimensioni più contenute rispetto alla concorrenza. Questa soluzione garantisce una risposta molto più rapida (minore turbo-lag) e una reattività superiore nelle fasi di trazione a bassa velocità. In un regolamento dove l'erogazione elettrica è massiccia, avere un motore termico che "si sveglia" prima degli altri permette di scaricare a terra la potenza con una progressione che i turbo più grandi faticano a pareggiare nei primi metri.

Le novità FIA: il compromesso sulla potenza elettrica

Inizialmente, tra le scuderie si era discusso di un taglio netto della potenza elettrica in accelerazione per gestire meglio i consumi. Una simile modifica sarebbe stata un "regalo" per la Ferrari: con meno spinta elettrica, la superiore reattività del turbo Ferrari avrebbe scavato un solco ancora più profondo rispetto ai motori più pigri. Tuttavia, la FIA ha optato per un compromesso: 350 kW confermati nelle fasi di trazione (mantenendo lo status quo) e limite di 250 kW nelle altre zone del tracciato. Questa decisione di fatto non conferisce un vantaggio diretto ulteriore alla Rossa, che dovrà continuare a difendersi nei tratti veloci dove i turbo più grandi della concorrenza mostrano una maggiore efficienza complessiva.

La nuova "rete di sicurezza" e il vantaggio preservato

L'intervento più interessante riguarda però la sicurezza nelle fasi di avvio. La FIA ha introdotto un sistema per cui il motore elettrico potrà intervenire anche sotto i 50 km/h qualora venga rilevato un rischio di stallo o un'accelerazione anomala (il cosiddetto "anti-stallo elettrico"). Questa norma, nata per evitare tamponamenti a catena e auto ferme in griglia, funge da vera e propria rete di sicurezza. Secondo gli esperti, lungi dal penalizzare Maranello, questa modifica dovrebbe preservare l’eccellente spunto iniziale dei motorizzati Ferrari. Eliminando o mitigando i rischi legati a una partenza imperfetta o a piccoli cali di potenza nella fase critica di rilascio della frizione, la Ferrari può continuare a sfruttare la sua architettura meccanica superiore senza il timore che un intoppo elettronico rovini la sua dote principale.

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Sezione: News / Data: Mar 21 aprile 2026 alle 09:47
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.