Mentre la Formula 1 continua a macinare ricavi record, in Italia si apre un fronte delicato: la Guardia di Finanza sta analizzando la posizione fiscale di diversi team esteri per le gare disputate a Monza, Imola e Mugello. Al centro della questione c’è il trattamento degli stipendi dei piloti, che secondo la normativa italiana generano reddito tassabile nel Paese quando l’attività sportiva si svolge sul territorio nazionale.

Secondo quanto emerge, alcune squadre non avrebbero applicato correttamente il ruolo di sostituto d’imposta, ovvero trattenere e versare le tasse dovute sui compensi dei piloti. Tra i nomi coinvolti figurerebbero top team del calibro di Mercedes e Red Bull.

“È indiscutibile: gli atleti che producono reddito in Italia devono pagarci le tasse”, ha dichiarato l’avvocato Alessandro Mei, promotore dell’esposto che ha fatto partire le verifiche.

Le cifre in gioco sono enormi: si parla di centinaia di milioni di euro tra imposte non versate e possibili sanzioni. Per ora si tratta di accertamenti amministrativi, ma se le irregolarità venissero confermate, le conseguenze economiche per i team potrebbero essere pesanti.

La vicenda potrebbe inoltre avere un impatto più ampio: un’eventuale linea dura italiana rischierebbe di fare da apripista anche per altri Paesi europei. Diversa la posizione della Ferrari, già soggetta al sistema fiscale italiano e quindi, almeno in questo contesto, fuori dal mirino.

 
Sezione: News / Data: Mer 22 aprile 2026 alle 18:11
Autore: Francesco Franza
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Francesco Franza
Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari