Nel corso degli anni alla Red Bull, Helmut Marko ha selezionato numerosi giovani piloti, ma solo pochi sono riusciti a lasciare il segno come Sebastian Vettel e Max Verstappen.

“Non ho mai messo sotto contratto un giovane se non ero convinto che fosse pronto a dare tutto per raggiungere il suo obiettivo”, ha spiegato Marko, sottolineando come le sue scelte siano sempre state guidate dall’osservazione diretta e dall’istinto.

Per l’austriaco, però, il talento puro non basta: conta anche la consapevolezza dei sacrifici economici e personali richiesti. “Volevo capire se i ragazzi fossero davvero coscienti dei rischi affrontati dalle loro famiglie”, ha aggiunto.

Ripensando a Vettel, ciò che lo colpì non fu solo il dominio in pista, ma l’atteggiamento: “Era insoddisfatto anche quando non vinceva tutto. Aveva una determinazione incredibile”.

Diverso ma altrettanto impressionante il caso Verstappen: “Sembrava avere la testa di un adulto nel corpo di un ragazzo. Sapeva esattamente cosa voleva”.

Un carattere forgiato anche da un’educazione durissima: “Si allenava al limite, anche con freddo e pioggia, fino allo sfinimento”.

Oggi, secondo Marko, è proprio questa formazione a fare la differenza: “Quando le condizioni sono difficili, Max è subito più veloce degli altri”.

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Sezione: News / Data: Mer 22 aprile 2026 alle 19:15
Autore: Francesco Franza
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Francesco Franza
Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari