Max Verstappen si è fermato al sesto posto nelle qualifiche Sprint del GP Qatar, con Lando Norris a fargli da tappo davanti, ma per Vicky Piria a Sky Sport Italia non è un dramma per la corsa al titolo. La Red Bull fatica a volte a tirar fuori il massimo, però quando ci riesce spacca tutto, e lo storico recente lo conferma. Piria guarda al Brasile come esempio: lì la situazione era nera, eppure Max ne è uscito vivo, e pure qui a Lusail un piazzamento così non lo butta giù dal treno iridato.

Lezioni dal Brasile

Piria ha tirato in ballo il weekend brasiliano per contestualizzare il sesto posto di oggi. “Il Brasile ci ha insegnato un sacco di cose, la Red Bull ogni tanto arranca per trovare il ritmo giusto ma quando lo azzecca diventa una belva”, ha premesso l'ex pilota. “Non è una situazione catastrofica per Max, basta guardare indietro: a Interlagos era un incubo totale. Solo sesto qui con Norris che gli sta davanti non è la fine del mondo, può rientrare subito e mollare al massimo un punticino”. Per lei, la RB21 ha ancora margine per reagire, specie considerando come Max sappia cavarsela nei format stretti come questo doppio round qatariota.

Non un colpo letale

L'analista ha smontato l'allarme Mondiale sottolineando che un sesto posto non è sinonimo di disfatta. “Non lo vedo messo male per niente, perché se ripercorriamo lo storico recente era proprio in Brasile che le cose complicavano sul serio”, ha ribadito. “Adesso ha Norris lì a un passo, non è grave. Può starci dietro stretto e perdere giusto un punto, una roba che non lo manda al tappeto”. Piria vede in Verstappen quel talento che trasforma i weekend grigi in opportunità, con la Sprint che resta aperta a sorprese nonostante il gap in qualifica da Piastri e Russell.

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Sezione: News / Data: Sab 29 novembre 2025 alle 12:00
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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