In un mondo della Formula 1 diventato più complesso a causa del nuovo regolamento, la sfida politica è direttamente collegata a quella sportiva dove le regole fissate nelle stanze dei bottoni influenzano i duelli ruota a ruota. Per questo, si sta parlando molto di 2027 e di come sistemare un regolamento divertente e molto nuovo ma ancora acerbo. A Montreal in conferenza stampa alcuni team principal hanno risposto così sui vari temi. 

Ted Kravitz di Sky Sports UK: "Una domanda per Laurent. Ieri, Max Verstappen ha dato il segnale più chiaro che si sente soddisfatto della direzione imboccata dalle regole e che percepisce di essere ascoltato in modo costruttivo. Pensi che la sua permanenza in Formula 1 sia condizionata al fatto che alcune regole vengano modificate per il 2027, ad esempio ottenendo più potenza dal motore e dal turbo e magari un po’ meno dalla batteria, il cosiddetto 60/40?"

Lauren Mekies: "Hai sicuramente fatto la domanda direttamente a lui ieri. Ma penso che Max si interessi davvero al futuro dello sport, e la ragione per cui è così esplicito è che tiene alla Formula 1 come massima espressione del motorsport. Vuole vedere, come molti di voi, qualifiche a gas aperto, piloti che spingono al massimo in curva senza perdere tempo per via delle limitazioni energetiche. È stato ascoltato, come hai detto tu: c’è stata una grande apertura da parte degli stakeholder, della FIA, della F1 e di tutte le squadre, che hanno ammesso la necessità di intervenire. È stato incoraggiante per lui – e per tutti noi – vedere che siamo pronti a muoverci per sistemare il problema, ed è un passo importante per lo sport.

Adam Cooper – Adam Cooper F1) "Una domanda fine per tutti e tre. Sul tema della ripartizione 60/40, si è parlato molto di flusso carburante e dimensioni del serbatoio. Può parlare un po’ delle complessità legate alla tempistica della chiusura del telaio per il prossimo anno e al fatto che alcuni vorrebbero riportare il telaio di quest’anno? Si può parzialmente risolvere accorciando le gare della prossima stagione?"

Alan Permane (TP Racing Bulls): "Posso iniziare io. Sulla parte telaio penso che sia piuttosto semplice. A livello di team principal abbiamo già parlato e trovato un accordo: se qualcuno volesse riutilizzare il proprio telaio e questo non fosse abbastanza capiente per gestire una gara attorno ai 310 km, si potrebbe valutare di ridurre alcune gare di uno o due giri, limitando magari la griglia di partenza a un solo giro, ovviamente solo dove strettamente necessario. Così massimizziamo la lunghezza possibile delle gare, ma questa soluzione è già prevista e pronta.

Andrea Stella: "Sono d’accordo. Dal punto di vista telaio è assolutamente fattibile. Ci sono degli elementi abilitanti dentro questa proposta che la rendono concretamente realizzabile. Il 60/40 è una proposta pensata per il bene dello sport, dove l’interesse generale prevale su quello particolare. È un’occasione importante per la comunità F1 per assicurare che lo sport resti in una buona posizione di lungo periodo. Perciò speriamo che questo processo abbia successo."

LM: "Risposta molto simile ai miei colleghi. Sul telaio non c’è uno stress particolare; la tensione maggiore riguarda l’unità motrice per questioni di tempistica, ed è per questo motivo che stiamo cercando tutti di convergere il più rapidamente possibile."

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Sezione: News / Data: Sab 23 maggio 2026 alle 09:28
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
autore
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.