Ferrari, insieme ad Audi e Honda, ha bocciato la proposta di modificare la distribuzione della potenza dell’unità motrice a partire dal 2027, che avrebbe spostato l’equilibrio al 60% motore termico e 40% ibrido. La decisione lascia la Mercedes isolata nel sostenere il cambiamento, con il blocco dei costruttori tradizionali che mantiene per ora lo status quo tra endotermico ed elettrico.

Per la modifica era richiesta una maggioranza qualificata e il fronte comune di Ferrari e altri costruttori ha impedito l’approvazione. Cadillac, che oggi utilizza i power unit della Scuderia, si è astenuta, mentre Red Bull Powertrains, inizialmente favorevole, appare ora allineata con la posizione di Maranello.

Tra le ragioni del “no” Ferrari ci sono i dubbi sulla fattibilità tecnica di rivedere motori e trasmissioni entro il 2027 e i vincoli economici, oltre alla volontà di non scombinare prematuramente il già fragile equilibrio competitivo. Maranello e Honda attendono ora la decisione FIA sull’ADUO, il regolamento che potrebbe permettere nuovi passi avanti per ridurre il gap rispetto a Mercedes, temendo però che altre modifiche ristabiliscano il dominio della casa tedesca.

L’architettura del motore 067/6 di Enrico Gualtieri non è considerata sbagliata e la sua evoluzione continua, con l’ADUO come possibile strumento di miglioramento, ma la vera chiave rimane lo sviluppo della SF‑26. La scelta di Ferrari è quindi una mossa strategica per preservare stabilità e competitività, schierandosi con gli altri costruttori contro un riassetto che potrebbe favorire eccessivamente la Mercedes.

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Sezione: Ferrari / Data: Sab 23 maggio 2026 alle 09:41
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
autore
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.