George Russell ha aperto il cuore sul suo percorso in Formula 1, riconoscendo di aver spesso spinto oltre i limiti nella sua ossessione per il successo. Il giovane britannico ha spiegato che questa spinta, pur premiata con grandi risultati, gli è costata anche qualche occasione persa. Riflettendo sul suo percorso con Mercedes, Russell ha mostrato come la capacità di bilanciare ambizione e razionalità sia diventata cruciale nella sua leadership e nella gestione del team. 

Oltre i limiti: la spinta verso il massimo risultato

Russell non nasconde il carattere competitivo che lo ha sempre contraddistinto: «È sempre stato nel mio stile, anche prima della F1, e in parte mi ha aiutato a vincere campionati». Durante il periodo in cui correva insieme a Lewis Hamilton, ha cercato di capire fino a che punto poteva spingersi: «Nel 2023 volevo capire se potevo ottenere di più, superando i limiti per vedere cosa sarebbe successo». L’obiettivo non era accontentarsi di un podio o del quarto posto, ma ottenere il massimo, anche a costo di qualche errore lungo il cammino.

Riflessione e leadership: un approccio più razionale

Dopo quell’intenso periodo di sperimentazione, Russell ha scelto una strategia più equilibrata, che si è rivelata vincente alla guida della Mercedes. «Sono abbastanza razionale e oggettivo. In questo sport le emozioni sono forti, ma nei meeting tecnici o con i designer è fondamentale mantenere lucidità», ha spiegato. Il campione britannico ha aggiunto che analizzare ogni weekend con attenzione e non farsi trascinare dalle emozioni aiuta a prendere decisioni migliori: «Non c’è mai una sola ragione per un weekend buono o cattivo, ma diverse teorie che ti guidano. Eseguire un piano basato su una teoria sbagliata può portarti fuori strada». La saggezza del team, rafforzata dal ritorno di James Allison, ha permesso a Russell e alla Mercedes di diventare più efficaci e strategici. 

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Sezione: News / Data: Ven 16 gennaio 2026 alle 12:45
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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