L’aria attorno a Brackley è tornata a caricarsi di aspettative. Le voci su una possibile intuizione tecnica di Mercedes in vista del 2026 stanno facendo il giro del paddock, alimentando paragoni con l’era d’oro inaugurata nel 2014. Eppure, sotto l’entusiasmo, serpeggia un ricordo ingombrante: quello del progetto zero-sidepod. Un’idea audace, affascinante sulla carta, che però si trasformò in un freno pesante quando la Formula 1 cambiò pelle nel 2022.

Il presunto varco nel regolamento e il déjà-vu tecnico

Secondo indiscrezioni, Mercedes avrebbe individuato una zona grigia nei regolamenti tecnici 2026 legata alla misurazione del rapporto di compressione delle power unit, destinato a fermarsi a 16:1. Il passaggio chiave riguarda le procedure di controllo, affidate ai costruttori e validate dalla FIA in condizioni statiche. Un’impostazione che ricorda da vicino la stagione delle ali flessibili, quando il rispetto formale dei test non sempre coincideva con il comportamento in pista. L’idea sarebbe quella di sfruttare questa discrepanza per ottenere un vantaggio prestazionale iniziale, sufficiente a indirizzare l’inizio del nuovo ciclo tecnico. Una prospettiva che riporta alla memoria l’impressionante dominio Mercedes tra il 2014 e il 2021, otto titoli mondiali consecutivi costruiti proprio sull’interpretazione più efficace delle regole.

La lezione del W13 e l’ombra dello zero-sidepod

Proprio qui nasce però la prudenza raccontata da Gp Blog. Nel 2022 Mercedes si presentò ai test di Barcellona con la W13, una monoposto estrema, priva delle tradizionali pance laterali e avvolta da una carrozzeria sottilissima. I numeri in galleria del vento promettevano carico e resistenza all’avanzamento ridotta, ma la realtà del circuito raccontò altro. Il porpoising divenne subito ingestibile, costringendo il team ad alzare l’assetto e a rinunciare a gran parte dei benefici teorici. A distanza di tempo, James Allison spiegò che “non era la filosofia delle fiancate il vero problema, ma l’insieme delle scelte fatte attorno a quel concetto”, chiarendo come l’estremizzazione avesse ridotto i margini di correzione. È una lezione che pesa anche guardando al 2026: individuare una falla regolamentare può aprire una strada, ma senza una visione complessiva rischia di diventare un vicolo cieco, soprattutto in una F1 sempre più sensibile all’equilibrio tra meccanica, aerodinamica e gestione energetica.

Parole chiave: f1 news, ferrari f1, f1, f1 formula 1, f1 oggi, Mercedes F1, regolamenti 2026, zero-sidepod

Sezione: News / Data: Sab 03 gennaio 2026 alle 07:00
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
vedi letture
Paolo Mutarelli
autore
Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
Print