L’approdo in Red Bull è spesso raccontato come il coronamento di un sogno, ma la storia recente insegna che può trasformarsi rapidamente in una prova spietata. Isack Hadjar si prepara al salto più delicato della sua carriera nel 2026, promosso dopo una stagione da rookie di grande impatto con Racing Bulls. Eppure, attorno al suo nome aleggia già un’ombra pesante. Damon Hill, ex campione del mondo e osservatore lucido delle dinamiche interne ai top team, ha dipinto uno scenario duro, lontano dall’entusiasmo che solitamente accompagna una promozione di questo livello.

Hill avverte Hadjar sulla realtà Red Bull

Il giudizio di Hill è netto e privo di filtri. “È destinato a diventare il capro espiatorio della squadra”, ha fatto capire l’inglese, evidenziando come l’ingresso accanto a Max Verstappen comporti automaticamente un ruolo subordinato. Nemmeno il podio conquistato a Zandvoort è sufficiente, secondo Hill, a cambiare la prospettiva. “Nel migliore dei casi potrà ricevere un riconoscimento formale, come se avesse fatto tutto il possibile”, ha spiegato, lasciando intendere che il metro di giudizio interno non sarà mai equilibrato. Alla Red Bull le gerarchie sono chiare e difficilmente negoziabili: Verstappen non è solo il leader in pista, ma il fulcro dell’intero progetto sportivo.

Un secondo sedile che divora talento

Le parole di Hill trovano riscontro nei precedenti. Il secondo sedile Red Bull ha messo in difficoltà piloti di valore, incapaci di adattarsi a una monoposto e a un ambiente costruiti sulle esigenze del campione olandese. “La squadra è strutturata intorno a un quattro volte campione del mondo”, ha ricordato Hill, parlando per esperienza diretta. Per Hadjar la sfida sarà soprattutto mentale: accettare un ruolo di supporto senza perdere identità e fiducia. “Devi convincerti che quella posizione non definisce il tuo valore come pilota”, è il sottotesto del messaggio. La scelta di sostituire Yuki Tsunoda dimostra che Red Bull crede nel potenziale del francese, ma il rischio è che il confronto costante con Verstappen finisca per schiacciarlo. In una Formula 1 sempre più feroce, il confine tra opportunità e trappola resta sottile.

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Sezione: News / Data: Mar 13 gennaio 2026 alle 09:38
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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