Il sodalizio tra Lewis Hamilton e Maranello è ormai una realtà consolidata in questo 2026, ma le analisi di Jacques Villeneuve continuano a scuotere l'ambiente della Formula 1. Dopo un 2025 di transizione che ha visto Lando Norris interrompere l'egemonia di Max Verstappen e conquistare il titolo mondiale, l'attenzione si è spostata sulla capacità del britannico di adattarsi alla filosofia tecnica della Rossa. Nonostante l'esperienza accumulata nella scorsa stagione, Hamilton sembra ancora lottare con alcuni fantasmi tecnici che lo avevano perseguitato nell'ultimo periodo in Mercedes, rendendo il confronto interno con Charles Leclerc particolarmente complesso.

Il retrotreno della SF-26 e la gestione gomme di Lewis

Il passaggio ai nuovi regolamenti e l'ingresso di colossi come Audi e Cadillac hanno rimescolato le carte, ma per Hamilton il problema resta la stabilità del posteriore. Villeneuve ha osservato come la monoposto attuale, pur essendo competitiva, presenti un retrotreno estremamente sensibile che mette in crisi lo stile di guida del sette volte iridato. In un campionato dove la ferrari f1 deve vedersela con una Red Bull rigenerata dalla cura di Laurent Mekies e dal talento del quattro volte iridato Verstappen, ogni decimo perso per il surriscaldamento delle coperture diventa un macigno sulla classifica. Analizzando le difficoltà tecniche del pilota inglese, Villeneuve ha dichiarato: "Lewis sta affrontando una sfida molto più dura del previsto nel suo secondo anno a Maranello, perché la vettura continua a non assecondare il suo bisogno di stabilità. Quando il retrotreno si muove in modo imprevedibile, Hamilton perde quella fiducia che gli permetteva di gestire le gomme meglio di chiunque altro. In questa f1 così estrema, se scivoli anche solo leggermente di più rispetto ai tuoi avversari, finisci per distruggere gli pneumatici nel giro di poche tornate, un limite che lo sta penalizzando pesantemente nei confronti diretti".

L'era Mekies e la pressione sui piloti Ferrari

Mentre la Red Bull, sotto la guida di Mekies, sembra aver ritrovato una serenità interna con la coppia Verstappen-Hadjar, in casa Ferrari la pressione per tornare sul tetto del mondo dopo il trionfo della McLaren di Norris è altissima. Villeneuve suggerisce che Hamilton stia soffrendo non solo il gap tecnico, ma anche la velocità generazionale di Leclerc, che sembra interpretare meglio le bizzarrie di questa generazione di auto. Con la griglia che si è allargata a nuovi costruttori, non c'è più spazio per errori di set-up o per incertezze nello stile di guida, fattori che stanno rendendo la vita di Lewis particolarmente in salita. Sul momento psicologico e competitivo del numero 44, l'ex campione canadese ha aggiunto: "Non è una questione di motivazione, perché Lewis vuole vincere, ma deve fare i conti con una realtà tecnica che non riesce a dominare come vorrebbe. Vedere piloti più giovani adattarsi con facilità a vetture così nervose è un segnale preoccupante per lui. Se non riuscirà a trovare un punto d'incontro con gli ingegneri per stabilizzare il comportamento della macchina nelle curve veloci, il rischio è che questo 2026 diventi un calvario fatto di soste ai box anticipate e difese affannose, proprio mentre gli altri team stanno volando". La stagione della f1 formula 1 è ancora lunga, ma l'analisi di Villeneuve pone seri dubbi sulla capacità di Hamilton di invertire la rotta in un campionato così serrato e tecnologicamente avanzato.

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Sezione: Ferrari / Data: Gio 02 aprile 2026 alle 10:22
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.