La stagione 2026 ha acceso un campanello d’allarme importante: il cosiddetto “superclipping” sta trasformando le gare in una lotteria energetica. Il caso più emblematico è stato l’incidente di Oliver Bearman in Giappone, causato da un improvviso calo di potenza che ha generato differenze di velocità estreme tra le vetture. In alcuni casi, il divario ha superato i 90 km/h sul rettilineo, creando situazioni limite a oltre 300 km/h.

Il problema nasce dalla crescente dipendenza dalla componente elettrica: il recupero energetico tramite MGU-K non basta più a garantire continuità. Il risultato? Piloti che descrivono rettilinei affrontati “come contro un muro” e gare influenzate più dalla gestione della batteria che dal talento. È qui che nasce il fenomeno del “jojo-racing”, con sorpassi determinati da cicli di carica e scarica piuttosto che dalla guida.

PitBoost: la strategia entra nell’era dei megawatt

Per rispondere a questa criticità, la FIA introduce il “PitBoost”, un sistema di ricarica rapida durante il pit stop. In collaborazione con Fortescue Zero, le monoposto potranno ricevere energia con una potenza fino a 1.200 kW attraverso un connettore dedicato.

Secondo Naysan Pehla, “diamo agli strateghi uno strumento per compensare attivamente il deficit di energia”. Il sistema prevede una sosta minima di 15 secondi, durante i quali è possibile accumulare fino a 18 megajoule. Questo cambia radicalmente le strategie: un pit stop più lungo ma energeticamente vantaggioso potrebbe risultare più efficace rispetto a una sosta veloce.

Inoltre, i dati di ricarica saranno visibili in diretta TV, rendendo il fattore energia parte integrante dello spettacolo e della lettura della gara.

Induzione e polemiche: futuro o eccesso tecnologico?

Il secondo pilastro della rivoluzione è la ricarica a induzione direttamente sull’asfalto. A Barcellona sono stati installati sistemi capaci di fornire fino a 1 megajoule per giro nei punti chiave del circuito. Il progetto, sviluppato da LIRPA Engineering, punta a ridurre il clipping nei momenti più critici.

Alejandro Abril spiega: “Il DIC è un test. Se funziona, diventerà uno standard dal 2027”. Tuttavia, non mancano le critiche. Un ex campione del mondo ha commentato con sarcasmo: “Ad essere onesti, stiamo costruendo qui una pista Carrera a grandezza naturale”.

Tra innovazione e dubbi sull’integrità sportiva, la Formula 1 si trova davanti a un bivio: evolversi tecnologicamente o rischiare di snaturare la competizione. Il confine, oggi più che mai, è sottile.

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Sezione: News / Data: Mer 01 aprile 2026 alle 11:24
Autore: Francesco Franza
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Francesco Franza
Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari