L'entusiasmo dei tifosi per i tracciati "vecchia scuola" sta spingendo la F1 verso una clamorosa inversione di rotta rispetto ai cittadini. Il ritorno dell'Istanbul Park è passato dall'essere una semplice suggestione a un obiettivo concreto per il 2027. Dopo anni di assenza, la Turchia preme per rientrare stabilmente nel calendario iridato, forte di un tracciato tecnicamente sublime che ha regalato pagine epiche di storia motoristica. Stefano Domenicali, incalzato sulle novità future, ha lasciato intendere che le trattative sono in una fase caldissima, confermando che la filosofia del Circus sta premiando la sostanza dei circuiti permanenti.

Il dialogo aperto tra la FOM e Istanbul

Le ultime indiscrezioni indicano che il Gran Premio di Turchia potrebbe presto occupare il posto lasciato libero dal sistema di alternanza tra sedi storiche come Spa e Barcellona. Stefano Domenicali, CEO della f1 oggi, ha parlato chiaramente del desiderio di riportare le monoposto su asfalti tradizionali. "Per quanto riguarda la Turchia, non abbiamo ancora la certezza assoluta, ma vi suggerisco di prestare molta attenzione agli sviluppi futuri su questa trattativa", ha commentato il manager imolese, facendo intendere che la strada sia ormai tracciata. La strategia di espansione non vuole più basarsi solo su spettacolari tracciati cittadini, ma intende restituire dignità a impianti che hanno fatto la storia della F1 Formula 1. "Ci tengo a rispondere a chi criticava l'eccessiva presenza di gare urbane: i nuovi progetti che stiamo valutando riguardano autodromi veri, non strade cittadine, perché vogliamo mantenere un equilibrio perfetto", ha aggiunto Domenicali, sottolineando come l'Istanbul Park risponda perfettamente a questi requisiti tecnici e spettacolari.

Un calendario da 24 gare con rotazioni strategiche

Nonostante il pressing di nuove sedi, il numero complessivo di appuntamenti non sembra destinato a crescere ulteriormente, rendendo la competizione tra i circuiti serratissima. La Turchia punta a un contratto a lungo termine per dare stabilità all'evento, possibilmente sottraendo spazio a chi oggi tentenna. "La nostra intenzione è quella di stabilizzarci su un totale di ventiquattro weekend di gara, gestendo questo numero con grande prudenza per permettere eventuali rotazioni", ha spiegato il vertice della massima serie. Mentre il Portogallo sembra aver già blindato il suo ritorno, la Turchia attende solo l'ufficialità per riabbracciare team come la Ferrari F1 e i suoi campioni. "Dobbiamo essere cauti nei commenti, ma è innegabile che stiamo lavorando per un calendario che premi la qualità delle piste e il coinvolgimento del pubblico", ha concluso Domenicali. Il ritorno del celebre "Curvone 8" sembra dunque solo una questione di tempo, con il 2027 che si preannuncia come l'anno della restaurazione per i circuiti più amati dai piloti.

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Sezione: News / Data: Mer 25 febbraio 2026 alle 11:33
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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