Il ritorno della F1 nel continente africano resta uno dei grandi sogni irrisolti di Liberty Media, ma la realtà dei fatti sembra voler posticipare ancora una volta l'appuntamento con la storia. Nonostante il fortissimo pressing mediatico e il desiderio espresso a più riprese da Lewis Hamilton, il Gran Premio del Sudafrica a Kyalami non sembra essere una priorità imminente per il 2027. Stefano Domenicali, CEO della massima serie, ha gettato acqua sul fuoco, spiegando come i criteri per entrare nel calendario della f1 oggi siano diventati estremamente selettivi e rigorosi.

Le ragioni del rinvio e la cautela di Liberty Media

Portare le monoposto a Johannesburg non è solo una questione di fascino nostalgico, ma un'operazione finanziaria e logistica colossale che, al momento, manca di alcune garanzie fondamentali. Sebbene il Sudafrica rappresenti l'ultimo tassello per rendere il campionato davvero globale, le trattative hanno subito un rallentamento significativo. "Dobbiamo essere estremamente pragmatici e analizzare con cura ogni dettaglio, perché non basta la volontà politica per organizzare un evento di questa portata", ha spiegato Domenicali, facendo intendere che il progetto Kyalami necessiti di basi più solide. Il manager imolese ha ribadito che la F1 Formula 1 non intende fare passi falsi: "Siamo i primi a desiderare una gara in Africa, ma servono investimenti certi e una visione a lungo termine che oggi stiamo ancora valutando con estrema prudenza prima di prendere impegni formali".

Il tetto delle 24 gare e la concorrenza internazionale

Il vero ostacolo per il Sudafrica non è solo interno, ma dettato da un calendario che ha ormai raggiunto la saturazione. Con il limite fissato a ventiquattro tappe, l'ingresso di una nuova sede significa inevitabilmente l'esclusione di un'altra, creando una competizione feroce tra i promotori di tutto il mondo. La Ferrari F1 e gli altri top team spingono per mercati redditizi, e la concorrenza asiatica ed europea non concede sconti. "Il nostro attuale piano prevede di stabilizzarci sul numero di ventiquattro gran premi, gestendo con estrema attenzione ogni possibile rotazione tra i circuiti", ha confermato il numero uno del Circus. La porta non è chiusa, ma il Sudafrica dovrà dimostrare di poter competere con gli standard altissimi richiesti oggi. "Non vogliamo creare false speranze, preferiamo lavorare sottotraccia per assicurarci che, quando il ritorno avverrà, sia un successo duraturo e non una meteora di una sola stagione", ha concluso Domenicali, rimandando ogni decisione definitiva a quando il quadro economico e organizzativo sarà finalmente completo.

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Sezione: News / Data: Mer 25 febbraio 2026 alle 14:03
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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