Se pensavate che il problema del recupero energetico fosse l'unico guaio in casa Aston Martin Aramco F1 Team, la realtà è ben peggiore. Secondo quanto raccolto in esclusiva da F1-News.eu, il team di Silverstone è alle prese con una crisi tecnica profonda che va oltre i semplici numeri della batteria. La situazione è talmente critica che nel paddock si inizia a parlare di "miracolo" necessario solo per vedere la bandiera a scacchi in Australia.

Il disastro termico: mancano 80 Cavalli

Le indiscrezioni relative alla parte elettrica (ferma a 250 kW di recupero contro i 350 previsti) sono solo la punta dell'iceberg. Le nostre fonti confermano che il deficit di potenza è strutturale anche nel motore a combustione interna (ICE). Alla Power Unit Honda mancherebbero all'appello circa 80 cavalli rispetto alla concorrenza. Un divario enorme, impossibile da colmare con l'aerodinamica, che condanna la AMR26 a soffrire tremendamente sui rettilinei.

L'incubo delle "vibrazioni killer"

Ma il vero nemico invisibile che sta terrorizzando gli ingegneri non è la velocità, è l'integrità strutturale. Il motore giapponese soffre di problemi di equilibratura che generano vibrazioni anomale e fortissime. Queste oscillazioni ad alta frequenza si trasmettono al telaio e alle componenti accessorie, causando rotture meccaniche ed elettroniche continue. È questo il motivo dei tanti stop visti in Bahrain: la macchina, letteralmente, si smonta da sola a causa delle vibrazioni del propulsore.

La frattura interna: Telaio vs Motore

Nonostante l'evidenza dei fatti, a Silverstone si cerca di fare gruppo per risolvere un problema alla volta. Tuttavia, la posizione del team tecnico è chiara: il lavoro svolto sul telaio e sull'aerodinamica viene ritenuto "ottimale". La convinzione di Adrian Newey (nella doppia veste di progettista e Team Principal) e dei suoi uomini è che la vettura sia sana, e che la colpa del disastro sia imputabile al 100% alla Power Unit Honda HRC, arrivata impreparata all'appuntamento con il 2026.

La confessione di Alonso: "A Melbourne non arriviamo"

Il clima è talmente teso che Fernando Alonso, lasciando il paddock di Sakhir, si sarebbe lasciato andare a una confessione amara con il suo entourage più stretto. Lo spagnolo teme seriamente che nessuna delle due Aston Martin riuscirà a "finire" il Gran Premio d'Australia. Una previsione di doppio ritiro che aleggia come uno spettro sul box, con Newey che spera in un intervento divino dei tecnici giapponesi per evitare una figuraccia mondiale alla prima gara.

Sezione: News / Data: Lun 23 febbraio 2026 alle 12:24
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate
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