Dopo due Gran Premi e una Sprint nella stagione di Formula 1 2026, il risultato finale è sempre stato lo stesso: vittoria Mercedes. Tuttavia, guardando solo alle classifiche si rischia di perdere una parte importante della storia. In pista, infatti, la Ferrari è apparsa spesso competitiva, soprattutto nelle fasi iniziali delle gare.
Le partenze aggressive della Scuderia hanno più volte messo sotto pressione le “Frecce d’Argento”, consentendo ai piloti in rosso di guadagnare posizioni e, in alcune occasioni, di prendere anche la testa della corsa. Questo ha dato l’impressione di un confronto molto equilibrato tra i due team.
La realtà, però, è più complessa. Nonostante i duelli ravvicinati e le buone prestazioni nelle prime fasi, la Ferrari non è ancora riuscita a trasformare questa competitività in una vittoria. Il motivo principale è che, nel complesso, la Mercedes sembra avere ancora il pacchetto tecnico più efficace sul giro secco e sulla distanza.
Il punto debole della Ferrari emerge nei rettilinei
I dati raccolti nelle qualifiche e nelle gare, in particolare nel Gran Premio di Cina, aiutano a comprendere meglio dove si nasconde il vero problema. La Ferrari SF-26 appare molto competitiva nelle sezioni più guidate dei circuiti, dove il carico aerodinamico e la stabilità in curva fanno la differenza.
A Shanghai, per esempio, Charles Leclerc è stato addirittura il più veloce nel secondo settore della pista, quello più tortuoso e privo di lunghi rettilinei. Nel primo settore il distacco dalla Mercedes è stato minimo, appena pochi centesimi.
Il vero divario si è invece concentrato nell’ultimo tratto del circuito, caratterizzato da una lunga accelerazione. Qui la Mercedes riesce a esprimere una velocità di punta più elevata e soprattutto a perdere meno energia nella fase finale del rettilineo, un fenomeno tecnico legato al cosiddetto “super-clipping”.
Questo dettaglio può sembrare marginale, ma in realtà pesa molto sul tempo sul giro e spiega buona parte dei tre decimi di distacco registrati nelle qualifiche cinesi.
Gestione delle gomme: il vantaggio nascosto Mercedes
Limitare tutto alla sola velocità massima, però, sarebbe riduttivo. Un altro elemento chiave emerso dai dati riguarda la gestione degli pneumatici, che sembra rappresentare un punto di forza per Mercedes.
La Ferrari spesso riesce a portare le gomme in temperatura più rapidamente, risultando competitiva soprattutto all’inizio degli stint. Questo spiega perché nelle prime fasi delle gare i piloti in rosso riescano a tenere testa agli avversari.
Con il passare dei giri, però, la situazione tende a ribaltarsi. Le analisi mostrano che la Mercedes riesce a mantenere gli pneumatici nella finestra ideale più a lungo, subendo un degrado medio inferiore rispetto alla Ferrari. A Shanghai, ad esempio, il consumo stimato delle gomme è stato di circa 0,021 secondi al giro per Mercedes contro gli 0,037 della Ferrari.
Il risultato è che nelle fasi finali degli stint il divario aumenta rapidamente. Questo spiega perché, nonostante i duelli iniziali, le Mercedes riescano spesso ad allungare nella seconda parte di gara. I numeri, almeno per ora, raccontano una verità piuttosto chiara: la Ferrari è più vicina di quanto sembri nelle prime fasi, ma sulla distanza la superiorità Mercedes resta evidente.
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