Il deserto del Bahrain ha emesso i primi verdetti tecnici e la nuova creatura di Maranello sembra essere nata sotto una stella decisamente luminosa. Ora manca il saggio finale di Melbourne per parlare di ambizioni. La Ferrari non si è limitata a cercare la prestazione pura nel giro secco, ma ha presentato una SF-26 che fa dell'efficienza aerodinamica il suo vero punto di forza. Nonostante il miglior tempo assoluto siglato da Charles Leclerc, l'attenzione degli ingegneri si è concentrata su dettagli quasi invisibili a occhio nudo, ma capaci di trasformare radicalmente il comportamento degli pneumatici e la guidabilità della vettura. In un paddock di f1 estremamente sospettoso, la Rossa ha dimostrato di aver lavorato sodo per eliminare i difetti congeniti delle passate stagioni, puntando su un equilibrio millimetrico tra spinta verticale e velocità di punta.

L'innovazione del Flick Tail Module e l'efficienza estrema

Mentre concorrenti come Red Bull e Mercedes sembrano aver puntato tutto su un carico aerodinamico massiccio, spesso a discapito della resistenza all'avanzamento, i tecnici guidati da Loic Serra hanno seguito una strada differente. La SF-26 ha stupito per la capacità di generare downforce senza "sporcare" la penetrazione dell'aria, un risultato ottenuto grazie a soluzioni sofisticate come il Flick Tail Module (FTM). “Abbiamo introdotto questo modulo nella zona posteriore per ottimizzare l'estrazione dei flussi e rendere l'ala molto più efficace. È un concetto tecnico complesso da copiare, che ci permette di avere stabilità nelle curve senza pagare dazio nei lunghi rettilinei” trapela dai vertici della scuderia. Anche il fondo è stato oggetto di una revisione profonda, con un deviatore di flusso all'ingresso ridisegnato per massimizzare la carica aerodinamica senza sacrificare la velocità nei tratti rapidi. Nella f1 oggi, questa ricerca dell'efficienza potrebbe essere la chiave per contrastare la supremazia dei motori Honda e Mercedes.

Il motore 067/7 e la filosofia evolutiva di Loic Serra

Un altro aspetto cruciale emerso dai test è l'eccezionale capacità di raffreddamento della monoposto, nonostante le temperature torride del Bahrain. Il cofano motore della SF-26 è apparso incredibilmente rastremato, segno che il propulsore 067/7 è stato progettato per favorire uno scambio termico superiore, riducendo le masse radianti necessarie. Questo permette alla f1 formula 1 di Maranello di correre con aperture minime, a tutto vantaggio della pulizia dei flussi d'aria verso il retrotreno. “Il nostro obiettivo primario non è avere l'auto perfetta al debutto, ma disporre di una piattaforma che possa crescere costantemente gara dopo gara. La SF-26 rispecchia questa visione: è una base solida che ci consente uno sviluppo aggressivo e continuo” ha spiegato Serra, confermando quanto riportato dalle ultime f1 news. Tra esperimenti audaci come l'ala posteriore a "paracadute" testata da Hamilton e una gestione delle gomme finalmente lineare, la Ferrari sembra aver trovato la bussola corretta per tornare a sognare in grande.

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Sezione: News / Data: Mar 24 febbraio 2026 alle 16:30
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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