Il 2026 non sarà soltanto l’inizio di una nuova Formula 1 tecnica, ma anche un banco di prova spietato per chi partirà in ritardo. Tra power unit rivoluzionate, aerodinamica riscritta e strutture da adattare, il rischio di restare intrappolati nelle retrovie è concreto. Johnny Herbert, voce esperta del paddock ed ex vincitore di tre Gran Premi, non ha dubbi: due squadre rischiano più di altre. Le sue parole fotografano uno scenario complesso, dove entusiasmo e ambizioni potrebbero scontrarsi con una realtà molto più dura.

Cadillac tra ambizione e realtà del debutto

Secondo Herbert, il progetto Cadillac è affascinante ma carico di insidie. Il nome è pesante, le aspettative altissime, ma la Formula 1 non fa sconti a nessuno. L’ex pilota britannico ha spiegato come partire da zero, anche con persone esperte, significhi affrontare una curva di apprendimento inevitabile. “Sarà un percorso completamente nuovo, anche se ci sono figure competenti all’interno. Quando costruisci una squadra da zero, tutto diventa più complicato e le pressioni arrivano subito”, è il senso del suo ragionamento. La presenza di due piloti navigati come Valtteri Bottas e Sergio Perez viene vista come un valore aggiunto, soprattutto per lo sviluppo, ma non sufficiente a colmare il gap iniziale. Herbert sottolinea come il confronto diretto con colossi come Ferrari, Mercedes, Red Bull e McLaren renda il cammino ancora più ripido. “Serviranno anni perché tutto si incastri davvero. Parliamo probabilmente di quattro o cinque stagioni prima di vedere risultati concreti”. Nel breve periodo, la previsione è severa: una squadra costretta a lottare stabilmente nelle ultime file, con tutte le difficoltà psicologiche e tecniche che ne derivano.

Alpine a rischio dopo un 2025 disastroso

Nel mirino di Herbert non c’è solo Cadillac. Anche Alpine viene indicata come una possibile grande delusa del nuovo corso. Dopo aver chiuso ultima nel Mondiale Costruttori 2025, la squadra francese arriva al 2026 con più incognite che certezze. Cambiare regolamento in una fase di fragilità strutturale può amplificare i problemi invece di risolverli. Herbert lascia intendere che, senza una svolta netta sul piano tecnico e gestionale, Alpine rischi di restare invischiata nella parte bassa della griglia. “Quando affronti un reset regolamentare senza basi solide, il pericolo è quello di perdere ulteriore terreno”. In una Formula 1 sempre più competitiva, il tempo diventa il nemico principale: chi sbaglia l’impostazione iniziale rischia di pagare il prezzo per diverse stagioni, mentre i top team continuano a correre su un altro livello.

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Sezione: News / Data: Mar 13 gennaio 2026 alle 09:32
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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