Il pilota australiano rivela i momenti di terrore vissuti durante la sua permanenza nel team di Enstone: un racconto che scuote il paddock.

Le minacce ricevute prima del GP di Miami

In una recente testimonianza rilasciata per la serie Drive to Survive, Jack Doohan ha svelato un lato oscuro e violento legato alla sua esperienza in F1 con la maglia Alpine. Il giovane pilota ha raccontato di aver subito intimidazioni pesantissime, arrivate al punto di minacciare la sua incolumità fisica qualora non avesse lasciato il sedile della monoposto francese.

"Sono stato bersaglio di vere e proprie minacce di morte. Mi è stato intimato che sarei stato ucciso se non avessi abbandonato il mio posto in squadra. Ho ricevuto numerosi messaggi via email dove mi spiegavano che, se mi fossi presentato in pista a Miami, avrebbero proceduto ad amputarmi gli arti. Era mercoledì e mi trovavo con il mio staff e la mia fidanzata quando la situazione è precipitata".

Scorta armata e protocolli di emergenza

Il clima di tensione ha costretto il pilota e il team Alpine a innalzare i livelli di protezione a livelli senza precedenti per un atleta della massima categoria. Una situazione che ha trasformato radicalmente l'approccio al weekend di gara, rendendo quasi impossibile concentrarsi sulle prestazioni della vettura.

Evento Critico Misure Adottate Impatto Psicologico
Email intimidatorie Denuncia alle autorità locali Stress elevato pre-gara
Pericolo imminente Tre uomini armati a protezione Isolamento totale nel paddock
Trasferimenti Scorta della polizia statale Percezione di insicurezza costante

Doohan ha descritto quegli istanti come un incubo ad occhi aperti: "Mi sono ritrovato circondato da tre agenti armati che presidiavano ogni accesso, dalla finestra alla porta della mia stanza. Ho dovuto richiedere l'intervento diretto della scorta di polizia per riprendere in mano la situazione e sentirmi minimamente al sicuro. Non è certamente l'atmosfera ideale per affrontare una competizione di questo livello".

La rottura del silenzio e la realtà dei fatti

Nonostante la gravità degli eventi, il pilota australiano ha preferito mantenere un profilo basso:

"Solitamente scelgo la via del silenzio nel 99% dei casi. Quello che sto raccontando ora è forse solo un terzo della verità complessiva di ciò che mi è accaduto. La pressione e l'intensità di quei momenti sono state brutali; correre sapendo di essere in pericolo di vita toglie ogni piacere a questo sport", ha concluso l'ex pilota Alpine.

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Sezione: News / Data: Mer 25 febbraio 2026 alle 10:28
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate
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