F1, Piastri a sorpresa su Suzuka: "Lenti nelle Esse? Un vantaggio per la McLaren"

Le qualifiche del Gran Premio del Giappone sorridono alla McLaren, capace di piazzare Oscar Piastri in terza posizione, subito alle spalle dell'imprendibile duo Mercedes. Un risultato che infonde grande fiducia nel box di Woking dopo un inizio di stagione vissuto tra alti e bassi. In conferenza stampa, il talento australiano ha analizzato le prestazioni della sua vettura di Formula 1, regalando anche una chiave di lettura tecnica decisamente inaspettata sulle caratteristiche del tracciato nipponico.

Il riscatto papaya: McLaren accorcia il gap e studia la Power Unit

Interrogato sui passi avanti mostrati dalla scuderia britannica in questo fine settimana, Piastri non ha nascosto la soddisfazione per un divario che inizia ad assottigliarsi, pur mantenendo i piedi ben piantati a terra: "Sicuramente fa piacere trovarsi più vicini alla vetta. Stiamo immagazzinando dati sempre più utili sulla monoposto e sulla power unit fine settimana dopo fine settimana. In linea di massima ci siamo dimostrati più competitivi, eppure non ci facciamo illusioni, poiché il divario da colmare rispetto a chi ci precede resta ancora piuttosto ampio".

Il paradosso del primo settore: perdere tempo per gestire l'energia

La vera rivelazione dell'australiano è arrivata però analizzando i distacchi nel celebre primo settore di Suzuka, quello caratterizzato dalle sinuose curve veloci. Kimi Antonelli aveva evidenziato i limiti imposti dalla gestione ibrida in quel tratto, e Piastri ha confermato questa dinamica svelando una strategia quasi paradossale adottata dal muretto papaya: "Credo che qui a Suzuka accusare un ritardo dalla Mercedes nelle Esse non rappresenti per forza uno svantaggio, anche se suona strano ammetterlo. Sotto il profilo della gestione dell'energia, questo fattore ci ha in un certo senso protetti". Una chiara indicazione di come i tecnici abbiano preferito sacrificare la pura prestazione telaistica nei curvoni per preservare la batteria in vista degli allunghi successivi.

L'incognita gara: sorpassi anomali e la sfida delle nuove monoposto

In vista della gara, l'assenza di chilometri macinati alla domenica in questo avvio di 2026 potrebbe rappresentare un handicap, ma il numero 81 si sente pronto alla battaglia: "Non mi sento necessariamente in svantaggio, tuttavia capisci davvero certe dinamiche solamente quando ti ci trovi in mezzo. Ho cercato di assimilare il massimo possibile analizzando le gare precedenti e sfruttando al meglio le prove libere".

Le nuove regole stanno anche cambiando la fisionomia dei duelli in pista, come confermato da un episodio vissuto in prova: "Abbiamo vissuto situazioni particolari con vetture che procedevano a velocità molto diverse in svariati punti del circuito. Ieri, per esempio, ho effettuato un sorpasso alla Degner 1, una manovra decisamente insolita su questa pista. L'apprendimento è continuo e la soglia di attenzione richiesta nel traffico è elevatissima. Alla fine, però, saranno il ritmo gara e lo scatto al via a determinare il risultato finale. O forse non proprio la partenza, considerando i due piloti che mi partono davanti, ma vedremo cosa riusciremo a tirare fuori domani".

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Sezione: News / Data: Sab 28 marzo 2026 alle 17:00
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate