Il box della Mercedes si ritrova a vivere un weekend dai due volti, sospeso tra l'esaltazione per un talento cristallino che sta bruciando le tappe e l'amarezza per una gestione tecnica che ha penalizzato il capitano designato. Se da un lato la scuderia di Brackley festeggia risultati che sembravano insperati fino a pochi mesi fa, dall'altro deve fare i conti con fragilità elettroniche che rischiano di minare il morale di chi, come George Russell, si è visto sfilare una posizione chiave proprio nel momento decisivo della corsa, lasciando il fianco scoperto al ritorno prepotente degli avversari diretti.

Il bug elettronico che ha condannato Russell contro Leclerc 

La domenica di George Russell è stata pesantemente condizionata da un imprevisto tecnico che ha facilitato il compito della Rossa. Toto Wolff ha spiegato senza giri di parole cosa sia accaduto sulla monoposto numero 63: "A tradire George è stato un malfunzionamento del software nel sistema elettrico, nato paradossalmente dal tentativo di fornirgli un vantaggio competitivo. Invece di un plus di potenza, il sistema ha generato un calo improvviso che ha rallentato drasticamente la vettura, ed è stato esattamente in quel frangente che ha perso inaspettatamente la posizione su Leclerc. Diciamo che con la gara di Russell non ci siamo proprio coperti di gloria". Il sorpasso subito da Charles Leclerc ha segnato il punto di non ritorno per l'inglese, rimasto poi bloccato in una rincorsa vana a causa di una F1 che non gli ha messo a disposizione lo strumento perfetto per reagire.

L'ascesa di Antonelli: dalla "scuola guida" alla vetta del mondo

Mentre un lato del box mastica amaro, l'altro celebra un Kimi Antonelli sempre più padrone della scena, nonostante qualche peccato di gioventù al via. Wolff ha scherzato sulle difficoltà iniziali del ragazzo: "Lo start è stato pessimo, ma d'altronde questi giovani oggi imparano a guidare con il cambio automatico! Dobbiamo insegnargli come rilasciare la frizione in modo fluido e costante, senza troppa fretta. Va detto che non gli stiamo fornendo gli strumenti più semplici, visto che le nostre partenze sono state finora mediocri, ma in questo caso il pilota ha influito molto. Il pattinamento delle ruote era scenografico, ma sicuramente non efficace per scattare veloci". Nonostante il brivido iniziale, il recupero è stato impressionante, segnando un solco netto con il compagno di squadra: "In gara ha rimontato con una rapidità incredibile e, quando contava davvero, volava. Siamo stati in grado di allungare il suo stint di un giro e quella scelta ha fatto la differenza, anche se ha finito per penalizzare la gara di George. Mi sembra incredibile: l'altro giorno era un bambino di 14 anni che sembrava essersi perso nei box cercando i genitori, oggi a 19 anni vince due gare di fila in f1 oggi. Adesso però il nostro compito è uno solo: proteggerlo dalle pressioni di chi già inizia a parlare di titoli mondiali". Il confronto interno nella Ferrari F1 e in Mercedes promette di infiammare i prossimi mesi.

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Sezione: News / Data: Dom 29 marzo 2026 alle 09:49
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.