F1, Verstappen shock dopo Suzuka: "La F1 non è tutto, deve divertirmi. Ho salutato Gasly in pista"

Un ottavo posto che suona come un campanello d'allarme clamoroso in casa Red Bull. Al termine del Gran Premio del Giappone, Max Verstappen si è presentato in mixed zone con un mix di rassegnazione e tagliente ironia. Le difficoltà tecniche della sua monoposto e i crescenti dubbi sul suo futuro nel Mondiale di Formula 1 hanno dominato le sue dichiarazioni, regalando parole che faranno sicuramente discutere a lungo il paddock.

Il calvario dell'ibrido e il saluto a Gasly

L'olandese ha descritto in modo pittoresco le tremende difficoltà incontrate in gara per difendersi e attaccare, puntando il dito contro la gestione dell'energia. "In pista è possibile superare, ma il problema è che poi ti ritrovi completamente senza batteria nel rettilineo successivo", ha spiegato il quattro volte iridato ai media ispanici. "In pieno rettilineo mi sono dovuto dire: 'Va bene, arrivederci, farò un altro tentativo tra tre giri quando avrò di nuovo un po' di energia'". Una situazione talmente surreale che ha portato a un siparietto con l'Alpine: alla domanda se avesse davvero salutato Pierre Gasly con la mano mentre veniva sverniciato, Verstappen ha risposto con un laconico ma eloquente: "Sì!".

L'ombra del ritiro: "La F1 non è l'unica cosa nella vita"

L'attenzione si è poi spostata sull'intervista concessa a Viaplay, dove Verstappen è tornato a parlare dei suoi dubbi motivazionali sollevati già al sabato. Pressato sulle tempistiche per decidere il suo futuro, l'olandese è stato sibillino: "Ci penserò nelle prossime settimane, o magari nei prossimi mesi". Di fronte allo sconcerto dell'intervistatore per parole che suonavano poco incoraggianti per i tifosi, Max ha rincarato la dose con estrema freddezza: "La vita va avanti. La Formula 1 non è certo l'unica cosa che conta nella vita, ci sono anche molte altre cose da fare". E a chi gli faceva notare il desiderio generale di vederlo ancora in griglia, ha risposto ponendo una condizione chiara: "Deve rimanere divertente, però".

L'amara ironia sulla crisi Red Bull

Infine, un'ultima battuta che fotografa perfettamente il momento tecnico complesso della sua scuderia. Quando gli è stato domandato se avesse avuto modo di studiare da vicino l'ala posteriore dell'Alpine durante la gara, Verstappen ha chiuso l'intervento con un sorriso amaro e un riferimento alla gara precedente: "Veramente ero già dietro di lui in Cina... a dire il vero, ero dietro a parecchie macchine in Cina".

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Sezione: News / Data: Dom 29 marzo 2026 alle 10:17
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate