Il clima nel paddock della F1 si fa incandescente, ma stavolta la battaglia non è tra i cordoli, bensì a colpi di dichiarazioni al veleno. Al centro della tempesta ci sono i due piloti del momento, Max Verstappen e Lando Norris, finiti nel mirino per le loro dure critiche verso la direzione intrapresa dallo sport. Le lamentele dei due giovani fuoriclasse sulla deriva elettrica dei regolamenti non sono passate inosservate, scatenando la reazione furiosa di chi la storia di questo sport l'ha scritta con il sudore e il rispetto per le istituzioni.

Le critiche al "Mario Kart" e lo scontento dei piloti

Le scintille sono scaturite dalle parole taglienti del campione del mondo in carica, che non ha usato mezzi termini per bocciare le nuove regole della F1 2026. Verstappen ha espresso tutto il suo sdegno definendo la situazione attuale ridicola: "Siamo arrivati al punto che sembra di giocare a Mario Kart, questa disciplina sta diventando una barzelletta". Sulla stessa lunghezza d'onda si è sintonizzato Norris, sottolineando come l'attuale gestione dell'energia e delle power unit distorca l'essenza stessa della competizione: "Probabilmente non è questo ciò che ognuno di noi sognava di fare quando abbiamo iniziato a correre da ragazzini". Uno sfogo corale che ha messo in discussione l'identità della Formula 1 moderna.

La furia di Montoya: "Mancanza di rispetto inaccettabile"

Chi non ha affatto gradito questo atteggiamento è Juan Pablo Montoya. L'ex pilota colombiano, vincitore di sette Gran Premi, ha invocato il pugno di ferro contro i due "ribelli", suggerendo alla Federazione di seguire il modello dei grandi sport americani. "A un certo punto, la Formula 1 dovrebbe fare come negli Stati Uniti: a chi non mostra il dovuto rispetto per lo sport, va indicata chiaramente la porta d'uscita", ha tuonato Montoya ai microfoni di AS Colombia. Per il sudamericano, il limite della decenza è stato ampiamente superato: "Possono andarsene o pagare multe salatissime, così imparano davvero a rispettare il lavoro che fanno. Se dipendesse da me, agirei così". Montoya ha poi rincarato la dose, precisando che la libertà di opinione non deve diventare derisione: "È lecito avere delle preferenze e non farsi piacere tutto, ma deridere la categoria paragonandola a un videogioco è un affronto che non può essere tollerato". La tensione è altissima e ora la palla passa ai vertici della Formula 1 per capire se ci saranno sanzioni o se si cercherà di mediare con i piloti, magari ascoltando le istanze che arrivano anche dai box della Ferrari.

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Sezione: News / Data: Mar 17 marzo 2026 alle 11:34
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.