Il ritorno alla pole position nella Sprint del Qatar restituisce ossigeno a Oscar Piastri, ma non cancella del tutto la complessità di un finale di stagione in cui ogni punto può ribaltare il destino del titolo iridato. Sul tracciato di Lusail l’australiano ha ritrovato il giro secco perfetto, riportando la sua McLaren davanti a tutti nelle qualifiche della Sprint e riaprendo almeno psicologicamente una sfida che lo vede comunque ancora costretto a inseguire. In studio su Sky Sport Italia, gli analisti hanno provato a leggere il momento del pilota, sottolineando come questa pole valga soprattutto sul piano mentale, dopo i weekend difficili e il pesantissimo zero di Baku che continua a condizionare la sua corsa al Mondiale.

Il feeling ritrovato tra Piastri e la McLaren

Vicky Piria ha insistito sul tema delle sensazioni, ricordando come spesso in cabina di commento si cerchi di spacchettare i problemi in mille spiegazioni tecniche, mentre per chi guida può bastare un dettaglio per cambiare prospettiva. L’ex pilota ha spiegato che a Lusail Piastri si è ritrovato su una pista che esalta le sue doti nelle curve veloci, permettendogli di tornare a guidare d’istinto come nelle migliori giornate. Il risultato è stato un giro praticamente perfetto nella Sprint Shootout, con l’australiano davanti a tutti e di nuovo al centro della scena dopo settimane in cui il faro della McLaren sembrava puntato più su Norris che su di lui.

Piria ha raccontato come il cambiamento passi prima dalla testa e solo dopo dai numeri, descrivendo l’effetto di questa pole sul morale del pilota. "Qui non mi stupisce solo il tempo sul giro, ma il fatto che abbia ritrovato quel piacere di guidare che da fuori si percepisce subito: quando un pilota si sente di nuovo un tutt’uno con la macchina, le prestazioni arrivano quasi da sole", ha spiegato la commentatrice, mettendo l’accento sul legame tra fiducia, divertimento e performance. In questo senso la Sprint del Qatar diventa un segnale forte anche verso il box: la McLaren ha ancora due frecce affilate nella lotta con Lando Norris e Max Verstappen, in un Mondiale che si deciderà sui dettagli.

Baku che pesa, il carattere di Piastri e i dubbi sul titolo

Matteo Bobbi ha riportato l’attenzione sull’unico vero “fantasma” che continua a seguire l’australiano: il doppio zero di Baku, definito da molti come il crocevia negativo della sua stagione. Secondo il telecoronista, senza quel fine settimana nero la posizione di Piastri in classifica sarebbe oggi molto meno complicata, con una lotta per il titolo meno sbilanciata e un margine di manovra maggiore nelle ultime gare. Bobbi ha sottolineato come lo stesso pilota non sembri avere una spiegazione chiara per quel crollo di rendimento, tipico di quei momenti in cui le sensazioni non si incastrano e ogni errore pesa il doppio, soprattutto quando non è figlio del semplice “feeling” con la vettura ma di episodi esterni che rischiano di segnare un intero campionato.

"Ci sono weekend in cui non ti riconosci, e Baku per lui è stato proprio questo", ha osservato Bobbi, rimarcando che un pilota vive di sfumature e che non sempre esiste una diagnosi unica tra macchina, setup e stato mentale. Sul carattere di Piastri è intervenuto anche Ivan Capelli, che ha parlato di una generazione difficile da decifrare dal punto di vista emotivo. "Guardandolo da fuori fai fatica a leggere se è davvero felice o furioso, rimane spesso sulla stessa linea e ti lascia senza un vero “termometro” del suo stato d’animo", ha spiegato Capelli, evidenziando come questa apparente piattezza renda più complicato interpretare i momenti di svolta della sua stagione, nel bene e nel male. In Qatar la pole nella Sprint racconta di un talento che ha ritrovato il passo, ma la sensazione condivisa in studio è che, per il Mondiale, serva una combinazione perfetta di risultati, circostanze e forse anche qualche incrocio favorevole tra Norris e Verstappen che vada oltre la semplice magia di un giro secco.

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Sezione: News / Data: Sab 29 novembre 2025 alle 09:01
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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