F1, Sainz avverte sui rischi dell'aerodinamica attiva: "A 340 km/h senza carico pericolo enorme"

La direttiva che impone di mantenere l'aerodinamica attiva prevalentemente chiusa sul circuito di Suzuka ha riacceso i riflettori su un tema cruciale per i piloti di Formula 1. La limitazione voluta dalla Federazione trova il pieno appoggio di Carlos Sainz, che ha voluto analizzare lucidamente i rischi insiti nell'attuale configurazione tecnica delle monoposto quando si raggiungono velocità di punta estreme.

Il limite di Suzuka: il dibattito sulla sicurezza a velocità estreme

L'alfiere della Williams ha espresso forti perplessità riguardo alla guida con i profili alari aperti. Il madrileno ha sottolineato come procedere a 340 chilometri orari senza il supporto del carico aerodinamico rappresenti un azzardo notevole. Il timore principale del pilota spagnolo è che, continuando a spingere le vetture in queste condizioni limite su tracciati che presentano leggere deviazioni, si possa concretizzare molto presto il rischio di un incidente di vaste proporzioni.

Il nodo dei circuiti: le preoccupazioni per i tracciati come Jeddah e Melbourne

L'analisi di Sainz fa una netta distinzione tra le diverse tipologie di piste presenti in calendario. Se da un lato affrontare il lunghissimo rettilineo di Shanghai con l'ala aperta non genera particolari patemi d'animo, dall'altro la situazione cambia drasticamente altrove. Il portacolori del team di Grove ha ammesso di non sentirsi affatto a proprio agio nel dover mantenere il piede a tavoletta, privo di downforce, tra i muretti di Jeddah o nelle veloci pieghe dell'Albert Park in Australia. Dinamiche che, a suo avviso, tolgono stabilità e fiducia a chi si trova nell'abitacolo.

Una toppa tecnica: l'aerodinamica mobile vista come un palliativo

Scavando più a fondo nelle ragioni tecniche di queste scelte, il pilota spagnolo ha offerto una chiave di lettura molto critica sul sistema aerodinamico attualmente in uso. Più che una vera e propria innovazione per favorire i sorpassi, Sainz percepisce l'impiego della modalità in rettilineo come un semplice compromesso. Nelle sue parole, questo stratagemma tecnico funge da mero cerotto, una soluzione temporanea ideata esclusivamente per compensare l'enorme fabbisogno energetico richiesto dai moderni propulsori e dalle complesse vetture di questa generazione.

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Sezione: News / Data: Mar 24 marzo 2026 alle 17:47
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate