Una visione franca e senza filtri quella offerta da Ivan Capelli sull’esperienza di Lewis Hamilton in rosso. Secondo l’ex pilota, la stagione difficile del sette volte campione con la Ferrari F1 non è solo una questione di risultati, ma anche di un possibile senso di isolamento all’interno del contesto di squadra, con richieste tecniche e aspettative che non avrebbero trovato riscontri concreti e che avrebbero inciso sulla sua serenità nel box. 

Capelli: difficoltà di integrazione e richieste inevase

Capelli, che ha vissuto il paddock negli anni d’oro della F1 e conosce bene gli equilibri interni ai team, ha analizzato il rapporto tra Hamilton e Maranello evidenziando un aspetto umano e psicologico spesso trascurato. Nella sua intervista ha osservato che il britannico, abituato per anni a un ambiente consolidato come quello della Mercedes, potrebbe aver faticato ad ambientarsi in un meccanismo diverso come quello ferrarista, dove la cultura del team e le dinamiche di lavoro sono profondamente radicate nella storia e nella tradizione. Secondo Capelli, il campione non sembrerebbe integrato come ci si aspetterebbe da una superstar di questo calibro: “Ha dato l’impressione di essere solo, e alcune sue richieste — tecniche o di coinvolgimento — sembrano non essere state esaudite, e questa situazione ti può destabilizzare e consumare gara dopo gara”

Un 2025 complicato che pesa sulla mente

La stagione appena conclusa per Hamilton è stata ampiamente sotto le attese: nonostante l’entusiasmo iniziale e la speranza di dare una sterzata alla sua carriera con la Ferrari, i risultati in pista sono stati modesti, con molti weekend difficili e poche soddisfazioni concrete, tanto da portarlo a esprimere più volte frustrazione per l’andamento della stagione e a scusarsi con la squadra per manchevolezze percepite nei risultati. Capelli sottolinea come questo mix di prestazioni incolore, aspettative elevate e possibili difficoltà di comunicazione o integrazione nel box possa aver inciso sul morale di Hamilton più di quanto emerga dai numeri o dai commenti ufficiali. Il tema non riguarda solo la velocità pura in pista, ma la capacità di sentirsi parte di un gruppo che vive e respira ogni week-end di gara con obiettivi condivisi e dinamiche consolidate. Per Capelli, proprio questa dimensione umana — più che tecnica — potrebbe aver aggravato la percezione di isolamento di Hamilton nel suo primo anno in rosso. 

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Sezione: News / Data: Mer 14 gennaio 2026 alle 19:13
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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