Oscar Piastri non ha dubbi: le tanto discusse Papaya Rules resteranno il pilastro della McLaren anche nel prossimo mondiale di Formula 1. L'australiano, reduce da un finale di stagione che ha visto la rimonta di Max Verstappen su un Lando Norris in difficoltà, difende con convinzione l'approccio etico del team papaya. Non si tratta di un ripensamento forzato dopo Monza o le ultime gare complicate, ma di una filosofia che, secondo lui, ha portato più vantaggi che svantaggi in questi anni. Piastri ammette l'episodio di Monza come un caso isolato, ma insiste sul fatto che le scelte strategiche recenti non dipendano da un eccesso di fair play, bensì da questioni tecniche e personali. In un contesto dove McLaren ha sfiorato il titolo costruttori, le parole del giovane pilota suonano come un messaggio chiaro alla dirigenza: continuità senza rivoluzioni.
Piastri: “Papaya Rules non ci hanno mai penalizzato davvero”
L'australiano entra nel dettaglio smontando le critiche che hanno accompagnato McLaren negli ultimissimi appuntamenti, quando Verstappen ha rosicchiato terreno sul rivale Norris. “Non ricordo casi in cui questo nostro modo di gareggiare ci abbia fatto perdere davvero, a parte quel weekend a Monza che tutti conoscono bene”, spiega Piastri, minimizzando l'impatto dell'approccio sportivo su risultati negativi. Secondo lui, le ultime performance dipendono più da problemi di setup sulla sua monoposto e da qualche sbavatura personale che da un eccesso di correttezza in pista. Norris, d'altro canto, ha tirato fuori il meglio nelle settimane calde, ma questo non implica un cambio di rotta per il team. Piastri va oltre: la strategia scelta a Las Vegas, ad esempio, era la più logica sul momento, non un cedimento a logiche morali, e ha funzionato per quello che si poteva prevedere. Questo approccio, con i suoi alti e bassi, batte alternative più ciniche perché crea un ambiente solido e positivo all'interno del gruppo.
Continuità per il titolo: niente cambi in vista
Piastri guarda avanti con ottimismo, convinto che le Papaya Rules siano un'arma vincente per il 2026, quando le nuove regole aerodinamiche stravolgeranno la griglia. “Vediamo tanti lati positivi in questo stile, sì ci sono momenti tosti ma ne capitano anche con altre scelte; non ha senso stravolgere tutto”, taglia corto l'australiano, che vede nella filosofia McLaren un fattore di coesione team capace di resistere alle pressioni di un campionato lungo e logorante. In un'annata dove McLaren ha dominato qualifiche e podi fino all'autunno, prima della scivolata finale, queste regole hanno evitato scandali e costruito un'immagine vincente, attirando sponsor e fan. Piastri non nasconde che ci siano stati errori strategici isolati, ma li attribuisce a calcoli sbagliati piuttosto che a un fair play eccessivo. Per il prossimo anno, con Norris e lui al centro del progetto. La rimonta di Verstappen resta una lezione amara, ma rafforza la convinzione che la papaya sia la strada giusta per puntare al doppio titolo.
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