Una mattinata di puro caos burocratico ha scosso il paddock di Melbourne, portando la tensione tra le squadre e la Federazione ai livelli di guardia. Mentre i meccanici della Ferrari e degli altri top team preparavano le vetture per le sessioni decisive, la FIA ha innescato un corto circuito normativo che ha rischiato di invalidare l'intero lavoro svolto finora in Australia. Al centro della disputa c’è la gestione della sicurezza legata alle nuove ali mobili, un tema caldissimo in questa f1 del 2026 che sta muovendo i suoi primi passi tra esperimenti tecnici e timori dei piloti per la stabilità ad altissime velocità.

Il blitz della Federazione e la rivolta dei team

Tutto è iniziato intorno alle dieci del mattino, quando l'organo di governo dello sport ha comunicato ufficialmente la rimozione della quarta zona "Straight Mode" (le cinque aree del tracciato dove è permesso aprire l'ala posteriore per aumentare la velocità di punta). La decisione era stata presa a seguito di forti preoccupazioni sulla stabilità delle monoposto in quel tratto specifico, ma l'annuncio ha scatenato una vera e propria rivolta nei box. "Cancellare quella zona a weekend iniziato avrebbe reso totalmente inutili i tantissimi dati che abbiamo faticosamente raccolto durante le prime due sessioni di prove libere del venerdì" hanno fatto sapere fonti vicine alle squadre, sottolineando come un cambio così radicale avrebbe stravolto il bilanciamento aerodinamico studiato in pista.

Dietrofront clamoroso: la responsabilità passa ai piloti

Davanti al muro alzato dai team, la Federazione è stata costretta a una clamorosa marcia indietro nel giro di appena un paio d'ore. Con un secondo comunicato, la Formula 1 ha ripristinato la configurazione originale del tracciato, annullando la restrizione appena introdotta. "Abbiamo deciso di revocare il provvedimento e mantenere le cinque zone iniziali, ma spetta ora alle scuderie garantire che le loro regolazioni per lo Straight Mode non mettano a rischio l'incolumità dei piloti" è stato il monito lanciato dai commissari. Di fatto, nulla è cambiato a livello di layout, ma la pressione psicologica sulla f1 oggi resta altissima: la sicurezza rimane una priorità, ma la news del giorno è che la FIA ha preferito lasciare la patata bollente nelle mani degli ingegneri piuttosto che imporre un taglio d'autorità.

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Sezione: News / Data: Sab 07 marzo 2026 alle 02:30
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.