L'Hungaroring celebra i quarant'anni del Gran Premio d'Ungheria con una novità destinata a entrare nella storia del circuito: per la prima volta, tutte le sue 14 curve avranno un nome ufficiale, scelto per rendere omaggio ai protagonisti che hanno scritto alcune delle pagine più iconiche della Formula 1, ma anche alla cultura e all'identità del territorio ungherese. L'iniziativa, annunciata in occasione del weekend del Gran Premio del 2026, nasce da un progetto avviato nell'edizione precedente, quando gli organizzatori avevano invitato i tifosi a proporre i propri nomi per le curve del tracciato. Le numerose idee raccolte sono state successivamente esaminate da una commissione di esperti, che ha selezionato le denominazioni definitive.

Tra i nomi scelti spiccano quelli di alcune delle più grandi leggende della Formula 1. La prima curva sarà dedicata a Nelson Piquet, vincitore dei primi due Gran Premi d'Ungheria disputati all'Hungaroring. Proprio in quel punto il brasiliano realizzò uno dei sorpassi più spettacolari della storia della categoria, superando Ayrton Senna all'esterno durante la gara inaugurale del 1986. Una manovra rimasta nella memoria degli appassionati e diventata uno dei simboli del primo appuntamento della Formula 1 in Ungheria.

La seconda curva porterà invece il nome di Lewis Hamilton, il pilota più vincente nella storia del circuito. Il britannico ha conquistato otto vittorie e nove pole position all'Hungaroring, costruendo negli anni un rapporto speciale con il tracciato. Il suo nome verrà così associato a uno dei punti del circuito che più frequentemente lo hanno visto protagonista, in un riconoscimento che celebra non soltanto i suoi successi, ma anche la straordinaria continuità dimostrata nel corso della carriera. La terza curva sarà denominata "Spring", in riferimento alla Valle delle Tre Sorgenti, mentre la quarta porterà il nome di Nigel Mansell.

Anche il tributo a Mansell ha un significato particolare. L'inglese conquistò il titolo mondiale proprio in Ungheria nel 1992, al termine di una stagione che lo vide dominare il campionato al volante della Williams. Ma il suo legame con l'Hungaroring è legato anche alla vittoria del 1989, quando riuscì a rimontare dalla dodicesima posizione in griglia fino al successo, grazie a una prestazione che rimane tra le più memorabili della sua carriera.

Le denominazioni successive guardano invece più da vicino al territorio che circonda il circuito. La quinta curva sarà chiamata Mogyoród, dal nome del comune in cui sorge l'Hungaroring, spesso associato erroneamente alla sola città di Budapest. Le curve 6 e 7 prenderanno il nome di "Driving Center", in riferimento al centro di formazione per conducenti inaugurato nel 1998, mentre l'ottava e la nona saranno dedicate rispettivamente a Buda e Pest, le due aree storiche che costituiscono il cuore della capitale ungherese. La decima curva sarà invece chiamata Danube, in omaggio al Danubio, il fiume che attraversa Budapest e rappresenta uno dei simboli geografici e culturali più importanti del Paese.

Non mancheranno ulteriori riferimenti alla storia della Formula 1. L'undicesima curva sarà ufficialmente dedicata a Jean Alesi, il cui nome era già entrato nell'uso comune tra gli appassionati e nella comunità locale dopo il violento incidente che lo coinvolse durante le prove del Gran Premio d'Ungheria del 1995. L'episodio, fortunatamente senza conseguenze gravi per il pilota, ha legato per decenni il nome del francese a quel tratto del circuito. La dodicesima curva porterà invece il nome di Michael Schumacher, che proprio all'Hungaroring conquistò quattro vittorie nel Gran Premio d'Ungheria e festeggiò nel 2001 il suo quarto titolo mondiale, assicurando matematicamente il campionato piloti e contribuendo alla conquista del titolo Costruttori da parte della Ferrari.

La tredicesima curva sarà dedicata ad Ayrton Senna, protagonista della prima edizione del Gran Premio nel 1986, quando conquistò la pole position e concluse la gara al secondo posto dopo essere stato superato da Piquet. Il brasiliano sarebbe poi diventato uno dei piloti più vincenti nella storia del circuito, trionfando in Ungheria nel 1988, nel 1991 e nel 1992. L'ultima curva, la quattordicesima, renderà infine omaggio a Ferenc Szisz, pilota e ingegnere ungherese che vinse il primo Gran Premio della storia, disputato in Francia il 26 e 27 giugno 1906. Un nome che allarga lo sguardo oltre la Formula 1 moderna e collega il circuito alla storia più antica delle competizioni automobilistiche.

Le celebrazioni non si limiteranno alla scelta dei nomi. Come ulteriore riconoscimento, Lewis Hamilton, Nigel Mansell e Jean Alesi hanno lasciato le impronte delle proprie mani, che saranno riprodotte nel cemento e installate in modo permanente nelle vie di fuga del circuito. Un'iniziativa che permetterà di conservare un ricordo tangibile del legame tra questi protagonisti e l'Hungaroring, rendendo il tributo parte integrante della struttura.

A quarant'anni dal primo Gran Premio d'Ungheria, il circuito sceglie così di valorizzare la propria identità attraverso una combinazione di memoria sportiva, cultura locale e partecipazione dei tifosi.

Sezione: Editoriale / Data: Sab 25 luglio 2026 alle 11:59
Autore: Leonardo Adamo
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