F1, Leclerc promuove le nuove battaglie: "Effetto Mario Kart? In gara ci si diverte parecchio"

Le nuove normative aerodinamiche e motoristiche della Formula 1 hanno innescato dinamiche di gara del tutto inedite, caratterizzate da continui sorpassi e controsorpassi che alcuni addetti ai lavori hanno ironicamente paragonato alle sfide di "Mario Kart". Dalla sala stampa di Suzuka, Charles Leclerc ha voluto analizzare questo fenomeno, svelando i retroscena tecnici dietro a questo effetto elastico e promuovendo a pieni voti lo spettacolo domenicale.

I dubbi smentiti: l'azione in pista dopo i collaudi invernali

Interpellato sulle ragioni di queste lotte ravvicinate, il monegasco ha ammesso di aver radicalmente cambiato idea rispetto all'inizio dell'anno. "A dire il vero, nutrivo forti perplessità all'alba di questo campionato", ha confessato il portacolori della Ferrari. "I riscontri emersi durante i test mi avevano lasciato con aspettative piuttosto negative sulle dinamiche di gara. Invece, la realtà mi ha piacevolmente smentito. Perlomeno per quanto riguarda noi che lottiamo nelle posizioni di vertice, l'azione si sta rivelando molto più entusiasmante di quanto avessi preventivato".

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Duelli al limite: manovre vere e il confronto con il vecchio DRS

Il pilota del Cavallino ha poi approfondito la qualità dei duelli ruota a ruota, tracciando un parallelo con il recente passato. "È innegabile che alcuni scambi di posizione possano apparire un po' costruiti, ma d'altronde era una dinamica che si verificava spesso anche nelle passate stagioni a causa dell'apertura del DRS", ha proseguito Leclerc. "Tuttavia, stiamo assistendo anche a moltissimi attacchi tirati all'estremo, situazioni in cui ci si ritrova a battagliare disponendo del medesimo livello di carica elettrica, e questo rende la sfida enormemente godibile. Lo abbiamo notato chiaramente sia a Melbourne che a Shanghai. La domenica mi sto divertendo parecchio, sebbene ritenga che la sessione di qualifica debba essere rivista perché attualmente pecca di adrenalina".

L'effetto elastico: perché chi insegue è avvantaggiato sul dritto

Infine, il numero sedici ha svelato il vero segreto tecnico che impedisce le fughe solitarie e tiene i piloti incollati l'uno all'altro. "La motivazione principale di questo continuo rimescolamento risiede nel fatto che la Mercedes vanta ancora un margine su di noi, ma non appena un pilota esce dalla ristretta finestra di utilizzo ottimale dell'ibrido, il crollo cronometrico è verticale", ha spiegato lucidamente. "Questa repentina perdita di prestazione ricompatta immediatamente le vetture, innescando lo scambio di posizioni. A ciò si aggiunge un altro fattore cruciale: la macchina in scia ha una capacità di rigenerazione superiore rispetto a chi si trova a dettare il passo ad aria pulita. La combinazione di questi due elementi rende quasi impossibile prendere il largo una volta ingaggiato il duello".

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Sezione: Ferrari / Data: Gio 26 marzo 2026 alle 10:06
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate