Il fronte motori continua a scaldare il dibattito tecnico della Formula 1 in vista del 2026. Dopo le parole di Mattia Binotto, è il direttore tecnico di Audi James Key a entrare nel merito del caso che ruota attorno al rapporto di compressione delle power unit Mercedes. Il direttore tecnico di Audi non usa giri di parole e chiarisce la posizione del costruttore tedesco in modo netto, mettendo al centro un concetto chiave: il rispetto dello spirito del regolamento e la necessità di controlli efficaci.

Il nodo resta quello emerso durante la recente riunione tra FIA e motoristi, con il sospetto che alcune soluzioni possano sfruttare zone grigie delle norme. Key ha sottolineato come il problema non sia solo regolamentare, ma anche sportivo. “Se in qualche modo si finisce per aggirare lo spirito delle regole, allora serve un controllo vero. Ci aspettiamo che la FIA intervenga, perché nessuno vuole compromettere un’intera stagione se il vantaggio dovesse risultare evidente, considerando che i motori vengono omologati”. Un passaggio che evidenzia il timore di ritrovarsi bloccati per anni con una superiorità tecnica difficilmente colmabile.

Audi chiede chiarezza e controlli immediati

Il punto centrale, per il responsabile tecnico Audi, è la parità di condizioni tra i costruttori. In un’era in cui le power unit rappresentano un investimento enorme, lasciare spazio a interpretazioni rischia di alterare l’equilibrio competitivo. “Speriamo che la FIA prenda le decisioni corrette”, ha ribadito Key, rimarcando come la credibilità del campionato passi anche dalla capacità di intervenire prima che una soluzione diventi irreversibile.

Il riferimento al rapporto di compressione non è casuale: oggi la misurazione avviene a motore spento e a freddo, mentre in condizioni operative reali i valori potrebbero cambiare. È proprio su questa discrepanza che Audi, come altri costruttori, chiede un’evoluzione dei controlli, magari introducendo in futuro una misurazione in tempo reale. Un tema che resta sul tavolo senza compromessi immediati, ma che potrebbe segnare il futuro dei regolamenti.

Nessun compromesso, il paragone col diffusore

James Key è stato ancora più diretto quando ha escluso qualsiasi forma di tolleranza tecnica. “Bisogna garantire condizioni uguali per tutti. Se qualcuno inventasse un diffusore e tu stabilisci che non è regolamentare, non avrebbe senso permettergli di usarlo per il resto dell’anno. Sarebbe inaccettabile”. Un paragone chiaro, che sposta il discorso dal solo ambito motoristico a un principio generale di equità sportiva.

La posizione di Audi rafforza un fronte comune tra diversi motoristi, compresa Ferrari, che chiedono alla FIA un ruolo più incisivo. Il rischio, altrimenti, è quello di affrontare la nuova era tecnica della F1 con rapporti di forza cristallizzati fin dall’inizio, vanificando lo spirito competitivo che dovrebbe accompagnare il regolamento 2026.

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Sezione: News / Data: Mer 21 gennaio 2026 alle 17:22
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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