Il debutto della nuova era 2026 ha regalato spettacolo e sorpassi a Melbourne, ma ha anche messo a nudo le prime, inevitabili "anomalie" di un regolamento che punta fortissimo sull'ibrido. Il paradosso vissuto in Australia, con piloti costretti a scambiarsi continuamente le posizioni a causa di un'erogazione elettrica ancora non ottimale, ha spinto la FIA a non attendere oltre. Nicholas Tombazis, responsabile dell'area monoposto della Federazione, ha confermato che il Gran Premio della Cina sarà lo spartiacque definitivo. Shanghai, con i suoi lunghi rettilinei e le frenate violente, rappresenta il banco di prova perfetto per raccogliere gli ultimi dati necessari prima di intervenire sui software di gestione. L'obiettivo è chiaro: evitare che la Formula 1 si trasformi in una gara di "risparmio energetico" forzato, restituendo ai piloti la possibilità di attaccare senza il timore di restare a secco di watt a metà rettilineo.

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La riunione post-Shanghai e i correttivi tecnici

Tombazis non ha nascosto che la Federazione stia già lavorando a soluzioni concrete, pronte per essere discusse in un vertice straordinario subito dopo la trasferta asiatica. "Abbiamo deciso di comune accordo con i team di mantenere le regole attuali per le prime gare, proprio per avere un quadro clinico completo del comportamento delle nuove Power Unit in condizioni reali. La nostra intenzione è di sederci a un tavolo subito dopo la Cina per analizzare i flussi energetici. Abbiamo diversi assi nella manica che abbiamo preferito tenere coperti fino a oggi: potremmo decidere di aumentare la potenza del cosiddetto 'super clipping', facilitando la ricarica delle batterie in tempi più rapidi, o agire sulla curva di scarica per evitare cali di boost troppo improvvisi", ha spiegato il tecnico greco, lasciando intendere che la flessibilità normativa sarà la chiave per correggere il tiro in corsa.

Ferrari e il vantaggio della guidabilità: il nodo sorpassi

Il dibattito si sposta poi sulla facilità di sorpasso, che a Melbourne è sembrata quasi eccessiva ma "finta", figlia di una gestione elettrica che penalizzava troppo chi inseguiva. In questo scenario, la Ferrari sembra essere la squadra che ha meno fretta di cambiare, forte di un telaio che permette a Leclerc e Hamilton di gestire meglio la trazione. "Dobbiamo stare attenti a non stravolgere tutto troppo in fretta, perché il rischio è di creare instabilità tecnica proprio ora che i valori si stanno delineando. Stiamo valutando se sia necessario aumentare la potenza del motore a combustione interna per bilanciare la parte elettrica, o se basti affinare i parametri di ricarica. Non vogliamo che la F1 diventi una partita a scacchi sulle strategie energetiche; il pilota deve poter frenare tardi e accelerare forte senza troppi calcoli mentali", ha concluso Tombazis, ribadendo che la priorità resta lo spettacolo genuino in pista.

La sensazione è che la FIA voglia muoversi con cautela per non danneggiare chi, come la Ferrari o la Mercedes, ha interpretato meglio la zona grigia della ricarica dinamica. Tuttavia, con circuiti come Suzuka e l'Ungheria all'orizzonte, dove la gestione della potenza è vitale, le "contromisure" software potrebbero diventare il tema centrale dello sviluppo tecnico nei prossimi mesi. Il 2026 è una maratona, non uno sprint, e la Federazione sembra aver finalmente pronto il kit di pronto soccorso per curare i primi malanni di gioventù della nuova Formula 1.

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Sezione: News / Data: Lun 09 marzo 2026 alle 10:49
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.