Il tabellino del Gran Premio d'Australia recita Mercedes ai primi due posti, ma a ben guardare i volti nel paddock e a leggere tra le righe delle prestazioni, la scuderia che esce con il sorriso più smagliante da Melbourne è paradossalmente la Ferrari. Con Charles Leclerc sul terzo gradino del podio e Lewis Hamilton quarto, la Rossa ha dimostrato di avere una solidità che è andata ben oltre le fredde simulazioni della vigilia. Certo, resta il rammarico per una gestione strategica non perfetta durante la Virtual Safety Car innescata dal ritiro di Hadjar; senza quell'incertezza, probabilmente l'attacco alla seconda posizione di Antonelli sarebbe stato realtà. Tuttavia, la sostanza del progetto di Maranello è emersa con una prepotenza tale da spiazzare gli avversari diretti, che ora guardano alla vettura italiana con un timore nuovo.

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Le lodi dei rivali: il telaio Ferrari è il riferimento

A fine gara i complimenti sono arrivati dai diretti interessati, e non sono stati di circostanza. Lando Norris ha incoronato senza mezzi termini la SF-26 come la miglior macchina del lotto, esaltandone un telaio sopraffino e una guidabilità nelle curve che permette ai piloti di osare senza perdere il controlloPersino il vincitore George Russell, nel retro-podio, non ha nascosto il suo stupore rivolgendosi a Leclerc, ammettendo che i calcoli Mercedes davano la Ferrari in linea con i tempi di McLaren e Red Bull, mentre in pista il distacco era decisamente più ridotto.

Partenze a razzo e il sogno delle piste "cittadine"

Il vero asso nella manica della Ferrari risiede però in una procedura di partenza che definire micidiale è riduttivo. Questa capacità di scattare meglio di chiunque altro trasforma la SF-26 in una minaccia costante: trovarsi in testa al termine del primo giro diventerà un'abitudine che renderà la vita durissima a una Mercedes che, pur essendo veloce, fatica ancora sul giro secco in qualifica. In circuiti dove la posizione in pista è tutto, come Monaco, Singapore o l'Ungheria, la Ferrari potrà sfruttare questo vantaggio a proprio favore cercando di fare una gara di testa per portarsi a casa diverse vittorie di tappa interessanti. Sfruttare questo vantaggio tecnico nello stacco della frizione permette di gestire la gara su binari a favorevoli alla Rossa.

La sfida per Maranello sarà ora massimizzare questo potenziale su tracciati storicamente ostici come Suzuka o Zandvoort. Sebbene le vetture di nuova generazione siano state rimpicciolite proprio per agevolare i sorpassi anche negli spazi più angusti, la combinazione tra una partenza perfetta e un'agilità superiore nelle curve lente potrebbe regalare alla Ferrari quei successi di tappa necessari per sognare in grande. Il mondiale 2026 è appena iniziato, ma la Rossa ha già smesso di nascondersi.

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Sezione: News / Data: Lun 09 marzo 2026 alle 11:15
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.