Il clima in casa Aston Martin è diventato ufficialmente rovente, e non per le temperature dell'asfalto di Shanghai. La scuderia di Silverstone, finita nell'occhio del ciclone per un inizio di stagione 2026 ben lontano dalle aspettative della vigilia, ha deciso di alzare un muro protettivo intorno ai propri alfieri. In una Formula 1 che non perdona i ritardi tecnici, la dirigenza del team ha manifestato una palese insofferenza verso l'insistenza dei media, rei di focalizzarsi troppo sui punti deboli della AMR26 e meno sui progressi compiuti in fabbrica per contrastare il dominio Mercedes e la crescita della Ferrari.

Il diktat della scuderia: basta processi mediatici

La tensione è esplosa durante le consuete sessioni di interviste nel paddock, dove i portavoce della squadra hanno interrotto diverse domande rivolte a Fernando Alonso e Lance Stroll, giudicate troppo provocatorie o ripetitive riguardo alle vibrazioni del motore Honda. “Siamo stanchi di assistere a questo continuo martellamento che non porta alcun beneficio allo sport o alla nostra crescita. I nostri piloti sono qui per gareggiare e per dare il massimo in pista, non per subire interrogatori che sembrano mirati solo a destabilizzare l'ambiente proprio nel momento in cui serve massima coesione. Chiediamo rispetto per il lavoro di centinaia di persone che a Silverstone stanno lavorando giorno e notte per risolvere le criticità emerse nei primi Gran Premi”, ha l'ex team principal Mike Krack, ora Chief Trackside Office della scuderia inglese. 

Alonso tra l'incudine e il martello: il silenzio imposto

Il nervosismo del team riflette una realtà tecnica complessa: la partnership con Honda sta vivendo una fase di "parto" decisamente dolorosa, con ritiri pesanti che pesano sulla classifica della Formula 1. Anche lo stesso Alonso, solitamente schietto e diretto, è apparso più misurato del solito, quasi a voler seguire la linea dura imposta dalla squadra per evitare ulteriori polveroni. “Non ha senso continuare a rispondere alle stesse domande su problemi di cui siamo perfettamente a conoscenza e su cui stiamo già intervenendo drasticamente. Preferiamo che si parli dei dati raccolti e della strategia che stiamo mettendo in atto per tornare competitivi il prima possibile. Questo tipo di pressione mediatica non aiuta nessuno e rischia solo di creare un clima tossico che non appartiene al DNA della nostra squadra”, continua Krack. La strategia del silenzio o delle risposte brevi sembra essere la nuova direttiva in casa Aston Martin, almeno finché i risultati in pista non permetteranno di cambiare narrazione.

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Sezione: News / Data: Mer 18 marzo 2026 alle 13:21
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.