Il volto della F1 del 2026 non sta cambiando solo sotto il profilo tecnico, ma anche geografico. Mentre il paddock si gode lo spettacolo di Shanghai, dietro le quinte divampa la battaglia per le date del futuro mondiale. Se le tappe mediorientali di Bahrain e Gedda sembrano ormai pilastri inamovibili del business di Stefano Domenicali, altri circuiti storici e moderni stanno sentendo il terreno mancare sotto i piedi. La pressione per un ritorno alle origini, con una riscoperta delle piste europee, sta diventando un tema centrale nella f1 formula 1 contemporanea.

L'incognita dei contratti e le sedi in bilico

Non tutte le trasferte intercontinentali possono dormire sonni tranquilli: la saturazione del calendario ha spinto Liberty Media a una selezione naturale feroce. Esistono diverse situazioni contrattuali molto delicate che potrebbero portare a una rivoluzione già nel 2027. Non si tratta solo di una questione di canoni d'ospitalità, ma di standard infrastrutturali e di capacità di generare quell'appeal glamour che la proprietà americana esige. Ci sono tracciati che hanno fatto la storia recente ma che oggi rischiano seriamente di essere tagliati fuori se non si adegueranno rapidamente alle nuove richieste economiche e logistiche della categoria. Ora le piste sotto osservazione ci sarebbero alcuni round asiatici e americani che non hanno garantito il "sold out" sperato, aprendo praterie per chi attende alla finestra.

Il grande ritorno: la riscossa dei circuiti europei "old school"

Se da un lato si rischia la cancellazione, dall'altro si respira un'aria di restaurazione che fa sognare i tifosi della Ferrari e i puristi del motorsport. La Federazione sta valutando con estrema attenzione il reinserimento in pianta stabile di circuiti che hanno segnato epoche d'oro. “Stiamo assistendo a una sorta di inversione di tendenza: la nostalgia dei fan e la necessità di avere piste che esaltino le doti telaistiche delle nuove monoposto sta riportando in auge candidature europee che sembravano dimenticate. Parliamo di sedi che sanno offrire un'atmosfera unica e che, grazie a nuovi investimenti privati, potrebbero tornare a ospitare un Gran Premio a rotazione o addirittura in pianta stabile. L'obiettivo è bilanciare i profitti dei nuovi mercati con la tradizione che solo il Vecchio Continente può offrire alla Formula 1. Il futuro del calendario potrebbe dunque essere un mix di modernità estrema e radici profonde, dove il prestigio di un podio a Monza o Spa vale quanto le luci di Las Vegas.

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Sezione: News / Data: Mer 18 marzo 2026 alle 10:41
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.