Lewis Hamilton sta pagando caro il passaggio dalle ultime sei gare del Mondiale 2026, tra sanzioni in pista e provvedimenti disciplinari che gli hanno complicato il bottino complessivo. Il conto, facendo riferimento agli episodi che hanno realmente inciso sui risultati, parla di almeno venti punti persi nel confronto con il potenziale piazzamento senza penalità.

Il bilancio parte da Monaco, dove la sanzione per eccesso di velocità in pit lane non ha modificato il risultato finale: Hamilton ha comunque chiuso secondo, senza un impatto diretto sul punteggio. A Silverstone invece ha perso tre punti non per una penalità ma a causa della Safety Car con cui è conclusa la gara. Era 2° alle spalle di Leclerc prima di decidere di rientrare ai box per montare una gomma fresca, finendo dietro Russell. La sfortuna - o la direzione gara - ha voluto che l'inglese non avesse un'oportuntità per riprendersi la seocnda posizione. 

Ben più pesante è stato invece il weekend del Belgio, dove la penalità di 5 secondi per il contatto con George Russell ha inciso sul risultato finale e, di fatto, gli è costata circa tre punti rispetto a uno scenario senza sanzioni. Ancora più pesante, però, è stato l’Ungheria: a Budapest Hamilton ha rimediato prima tre posizioni di penalità in griglia per impeding e poi 5 secondi in gara per eccesso di velocità in pit lane, finendo quinto e vedendo svanire un potenziale podio.

Nel complesso, la sequenza di episodi conferma quanto il margine d’errore, in questa fase del mondiale, sia diventato minimo. Ora si trova dietro precisamente 50 punti da Antonelli: ripristinando i venti punti senza errori e aggiungendo il fatto che Antonelli, almeno in Ungheria, sarebbe finito 4° e non 3°, lo svantaggio attuale di Hamilton sarebbe di 27 punti dall'italiano. 

Sezione: News / Data: Mar 28 luglio 2026 alle 11:59
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.