La prima sessione ufficiale di test del Mondiale 2026 si è conclusa in Bahrain lasciando numerosi interrogativi sui reali rapporti di forza, ma anche qualche indicazione importante sul lavoro svolto dalle principali squadre. La Mercedes ha occupato le prime due posizioni della classifica nella giornata conclusiva, con Andrea Kimi Antonelli autore del miglior tempo in 1:33.669 davanti al compagno George Russell, mentre Lewis Hamilton ha portato la Ferrari SF-26 al terzo posto, a poco più di mezzo secondo dal giovane italiano. Charles Leclerc aveva invece fatto registrare il miglior riferimento cronometrico nella seconda giornata, completando un programma di lavoro caratterizzato da una notevole continuità. Ma l'aspetto forse più interessante riguarda proprio la Scuderia di Maranello, che ha concluso il primo test con 420 giri complessivi, appena due in meno rispetto ai 422 percorsi da McLaren e Williams, le squadre più attive. La Ferrari ha mostrato segnali incoraggianti sul piano dell'affidabilità e della raccolta dei dati, senza però offrire ancora elementi sufficienti per stabilire se la SF-26 sia realmente una monoposto capace di lottare per il Mondiale. È una distinzione fondamentale in una stagione caratterizzata da regolamenti completamente nuovi, nella quale i costruttori devono affrontare problemi tecnici differenti rispetto a quelli incontrati negli anni precedenti. La presenza di una power unit con un contributo elettrico notevolmente superiore, l'introduzione dell'aerodinamica attiva e il cambiamento delle caratteristiche dimensionali delle vetture rendono infatti particolarmente importante il lavoro di preparazione. A pochi giorni dalla conclusione della prima sessione di Sakhir, il quadro rimane incerto, ma alcuni elementi meritano un'analisi approfondita.

Mercedes chiude davanti, Antonelli manda un segnale importante

La giornata conclusiva del primo test del Bahrain ha offerto alla Mercedes un risultato particolarmente incoraggiante, soprattutto considerando le difficoltà incontrate nelle sessioni precedenti. La squadra di Brackley aveva dovuto gestire alcuni inconvenienti tecnici che avevano limitato il programma di lavoro, compresi problemi alla sospensione e alla power unit, ma è riuscita a recuperare parte dei chilometri perduti attraverso un'intensa attività nell'ultima giornata. George Russell ha stabilito il miglior tempo della sessione mattutina in 1:33.918, prima che Andrea Kimi Antonelli riuscisse ad abbassare ulteriormente il riferimento durante il pomeriggio. Il giovane italiano ha concluso davanti al compagno di squadra, offrendo una dimostrazione incoraggiante della propria capacità di adattamento alle nuove monoposto. Il risultato assume un valore particolare dopo una prima stagione completa in Formula 1 caratterizzata da momenti di crescita, difficoltà ed esperienze importanti. Antonelli affronta il 2026 con una conoscenza maggiore dell'ambiente Mercedes, ma deve anche confrontarsi con una vettura profondamente differente rispetto alla precedente generazione. La W17 richiede una gestione dell'energia più articolata e introduce nuove modalità di funzionamento aerodinamico, imponendo ai piloti di modificare alcuni riferimenti costruiti durante gli anni precedenti. Il miglior tempo ottenuto a Sakhir rappresenta quindi un segnale positivo, ma non può essere considerato una dimostrazione definitiva di superiorità. In un test precampionato il quantitativo di carburante, il programma degli pneumatici e la scelta delle modalità di potenza possono influenzare sensibilmente il cronometro. Mercedes ha dimostrato di possedere una base tecnica interessante e di saper reagire rapidamente agli inconvenienti, ma la vera competitività della W17 dovrà essere valutata quando tutte le squadre utilizzeranno programmi maggiormente confrontabili. Il recupero dei chilometri perduti costituisce comunque un elemento importante, perché ogni giro completato permette agli ingegneri di verificare la correlazione tra simulazioni e pista. La nuova Formula 1 richiederà una fase di sviluppo particolarmente intensa e la capacità di raccogliere informazioni affidabili potrebbe diventare uno dei principali vantaggi competitivi.

Ferrari, 420 giri che valgono più di una classifica

Il primo test ufficiale della Ferrari SF-26 può essere considerato positivo soprattutto per la continuità del lavoro svolto da Leclerc e Hamilton. La Scuderia ha completato complessivamente 420 giri, confermando una buona affidabilità iniziale e permettendo agli ingegneri di raccogliere informazioni importanti sul comportamento della monoposto. Leclerc ha ottenuto il miglior tempo nella seconda giornata, con un riferimento di 1:34.273, mentre Hamilton ha concluso il venerdì in terza posizione, facendo registrare 150 passaggi nell'arco della giornata. Il britannico ha affrontato un programma particolarmente intenso, alternando simulazioni su differenti distanze e verifiche del comportamento della vettura con diverse condizioni di utilizzo. Nelle battute finali ha dovuto fermare la monoposto a bordo pista, un episodio che richiederà verifiche ma che non cancella il volume di lavoro completato. Per una squadra che ha vissuto un 2025 molto complicato, la possibilità di iniziare il nuovo ciclo tecnico senza perdere intere giornate per problemi significativi rappresenta un risultato da valorizzare. Tuttavia, sarebbe prematuro interpretare questi dati come la conferma di una Ferrari finalmente tornata al vertice. Leclerc ha mantenuto un atteggiamento prudente dopo i test, sottolineando la difficoltà di comprendere il reale livello degli avversari e lasciando intendere che Mercedes potrebbe non aver mostrato tutto il proprio potenziale. Il monegasco ha riconosciuto il buon funzionamento iniziale della SF-26, ma ha evitato di trasformare le sensazioni positive in una previsione sulla competitività del progetto. Una cautela comprensibile, perché la raccolta di chilometri permette di verificare il funzionamento della vettura, ma non garantisce automaticamente che questa possieda la prestazione necessaria per vincere. Gli ingegneri Ferrari devono ancora comprendere come il nuovo pacchetto aerodinamico si comporti su circuiti differenti, quali siano i margini di ottimizzazione nella distribuzione dell'energia e quanto la monoposto sia sensibile alle variazioni dell'assetto. La continuità iniziale permette però di affrontare queste verifiche partendo da una base sufficientemente solida, evitando di dover dedicare una parte eccessiva del programma alla risoluzione di problemi di affidabilità.

La seconda sessione del Bahrain sarà decisiva per capire i progressi

Le indicazioni raccolte durante i primi tre giorni di test devono essere interpretate considerando una caratteristica fondamentale della rivoluzione 2026: molte squadre stanno utilizzando configurazioni iniziali destinate a essere modificate attraverso aggiornamenti progressivi. La Formula 1 contemporanea richiede infatti di verificare innanzitutto il corretto funzionamento dei sistemi, prima di concentrarsi completamente sulla ricerca della prestazione assoluta. Ferrari ha affrontato questa prima fase con una versione iniziale della propria monoposto, privilegiando chilometraggio e raccolta delle informazioni. Una scelta che potrebbe permettere di valutare con maggiore precisione gli effetti delle modifiche previste successivamente, ma che non garantisce automaticamente un miglioramento sufficiente per raggiungere gli avversari. Anche Mercedes dovrà proseguire il lavoro sulla W17, soprattutto per comprendere come sfruttare al meglio una monoposto che ha mostrato segnali interessanti ma anche qualche inconveniente. McLaren, nel frattempo, ha completato un programma particolarmente intenso, confermando la capacità organizzativa di una squadra che arriva al nuovo campionato dopo aver conquistato entrambi i titoli mondiali. Red Bull rappresenta un altro elemento di interesse, perché il nuovo progetto motoristico sviluppato con Ford deve essere valutato non soltanto attraverso la potenza disponibile, ma anche in termini di efficienza energetica e affidabilità. La seconda e ultima sessione di test, prevista dal 18 al 20 febbraio sempre sul circuito di Sakhir, offrirà alle squadre la possibilità di lavorare ulteriormente sull'assetto, confrontare configurazioni aerodinamiche e avvicinarsi gradualmente a programmi più rappresentativi delle condizioni di gara. Anche in questo caso il cronometro dovrà essere letto con attenzione, perché una simulazione di qualifica non può essere confrontata direttamente con una vettura impegnata in un long run con molto carburante. Il principale elemento da osservare sarà la capacità di ciascuna squadra di trasformare quanto imparato nella prima sessione in un miglioramento concreto del comportamento della monoposto. Ferrari può guardare ai primi test con moderato ottimismo, ma deve evitare di considerare la buona affidabilità come una garanzia di competitività. Il 2026 rappresenta una possibilità importante per cancellare le difficoltà del campionato precedente, ma il risultato dipenderà dalla qualità del lavoro tecnico, dalla velocità dello sviluppo e dalla capacità di comprendere un regolamento che potrebbe continuare a offrire sorprese durante l'intera stagione. Per Maranello la sfida più importante non è vincere la classifica dei test, ma arrivare al primo Gran Premio con una monoposto sufficientemente affidabile, prevedibile e veloce da permettere a Leclerc e Hamilton di sfruttarne il potenziale.

Sezione: News / Data: Lun 16 febbraio 2026 alle 17:22
Marica Bizzarri
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Marica Bizzarri
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