La soluzione estrema apparsa brevemente sulla SF-26 in Bahrain è diventata un rompicapo per la concorrenza: analizziamo perché copiarla è un rischio tecnologico.

L'ala Macarena: un progetto parallelo ad alto impatto

Durante i test in Bahrain, la Scuderia Ferrari HP ha portato in pista, seppur brevemente, una soluzione che ha ridefinito il concetto di aerodinamica mobile: l'ala "Macarena". A differenza degli altri, questo flap è capace di una rotazione "reverse" fino a 270 gradi, invertendo completamente l'incidenza del profilo alare nei rettilinei più lunghi.

Nata come un "progetto parallelo" all'interno del reparto corse di Maranello, questa ala punta a ridurre il drag a livelli quasi nulli. La sua comparsa ha immediatamente attirato l'attenzione dei commissari tecnici e, soprattutto, degli ingegneri avversari, ora costretti a capire se si tratti di un bluff o di una rivoluzione.

Guerra di risorse: il dilemma del CFD per gli avversari

L'impatto di una simile innovazione va oltre la pista. Per i team rivali come Mercedes, McLaren o Oracle Red Bull Racing, la comparsa della "Macarena" rappresenta una trappola strategica. Per verificarne l'efficacia, i team devono ora decidere se dirottare ore preziose di CFD (Fluidodinamica Computazionale) verso lo studio di questa configurazione.

Fase di Studio Impatto Risorse Rischio Tecnico
Modellazione CFD Sottrazione ore allo sviluppo base Elevato: si rischia di perdere tempo su un vicolo cieco
Integrazione Meccanica Riprogettazione attuatori DRS Critico: richiede attuatori a rotazione totale
Validazione in Pista Test comparativi necessari Medio: difficile da testare senza pacchetti dedicati

Questo "disturbo tecnologico" è una tattica classica: costringere gli altri a rincorrere un'idea complessa per rallentare i loro programmi di sviluppo principali.

Applicazione immediata o esperimento per il futuro?

Nonostante l'interesse generato, l'applicazione immediata della "Macarena Reverse" resta un'incognita. La maggior parte degli altri team, avendo già deliberato le linee guida delle proprie monoposto F1 2026, non sembra incline a studi dettagliati. Molte scuderie avevano già valutato soluzioni simili durante la fase di progettazione, decidendo però di abbandonarle per la complessità degli attuatori necessari a gestire una rotazione così estrema.

La Ferrari sembra però aver trovato una chiave di lettura diversa. Se i dati del simulatore confermeranno che il sistema è stabile, Maranello potrebbe disporre di un'arma letale per i circuiti da alta velocità come Monza o Jeddah. Per ora, il paddock osserva con sospetto, cercando di capire se la Ferrari oserà portarla ufficialmente al debutto prima o poi nel corso del Mondiale.

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Sezione: News / Data: Ven 27 febbraio 2026 alle 20:05
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate