Nel mondo della f1 esistono "sliding doors" che avrebbero potuto cambiare radicalmente il corso della storia recente. Una delle più clamorose è stata rivelata proprio in queste ore da Jean Todt. L'ex architetto dell'epopea Ferrari di Michael Schumacher ha svelato un retroscena finora rimasto nell'ombra: una volta concluso il suo lunghissimo ciclo a Maranello, è stato a un passo dal prendere le redini della Red Bull.

Il corteggiamento di Dietrich Mateschitz

Intervenuto nel podcast High Performance, Todt ha raccontato di come il fondatore della Red Bull, Dietrich Mateschitz, avesse individuato in lui l'uomo giusto per guidare l'ascesa del team austriaco verso il vertice. “Quando lasciai la Ferrari, Dietrich Mateschitz voleva che mi unissi alla Red Bull. Venne per due volte a pranzo a casa mia a Parigi; ci teneva davvero molto. Nonostante non amasse viaggiare, fece lo sforzo di venire personalmente per chiedermi di dirigere il team e gestire tutte le attività motoristiche del marchio” ha svelato il manager francese. Un’offerta che, se accettata, avrebbe probabilmente cambiato il destino di Christian Horner e l’intero assetto della f1 oggi.

Il rifiuto: "Non potevo fare di meglio della Ferrari"

Nonostante l'insistenza di Mateschitz e il fascino di un progetto che disponeva di risorse illimitate, Todt scelse di declinare la proposta con fermezza. La motivazione risiede nel legame indissolubile con la ferrari f1 e nella sensazione di aver già toccato l'apice della carriera professionale come team principal. “Gli dissi di no perché sentivo che quel capitolo per me era chiuso. Avevo gestito con successo un marchio iconico come la Ferrari per 16 anni; in un certo senso, sentivo di non poter fare di meglio in quel ruolo. Volevo dedicarmi ad altre sfide” ha spiegato Todt, che poco dopo (nel 2009) avrebbe iniziato il suo mandato come Presidente della FIA.

Un'eredità che pesa sulla F1 moderna

Il rifiuto di Todt ha permesso alla Red Bull di proseguire il suo cammino con la leadership di Horner e il genio di Adrian Newey, portando ai successi dell'era Vettel e alla successiva dominanza di Verstappen. Tuttavia, immaginare Todt al comando del "Toro" apre scenari suggestivi su come sarebbe stata gestita la politica sportiva e la crescita tecnica del team. Nella f1 formula 1 dei sogni, questo rimane uno dei più grandi "cosa sarebbe successo se", confermando però l'integrità di un uomo che ha preferito non "tradir" il suo passato in rosso per una nuova corsa all'oro.

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Sezione: News / Data: Lun 13 aprile 2026 alle 16:39
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.