L’inizio del nuovo ciclo tecnico della F1 ha presentato un conto salatissimo alla Red Bull, costretta a inseguire dopo anni di dominio incontrastato. La nuova RB22 sta faticando a trovare il ritmo dei migliori, palesando limiti che sembrano affondare le radici nelle scelte strategiche compiute nei mesi passati. Laurent Mekies, Team Principal della scuderia di Milton Keynes, ha analizzato con onestà i motivi di questo avvio rallentato, riconducendo le difficoltà attuali allo straordinario sforzo profuso durante la stagione 2025.

La scelta di non mollare e il peso del 2025

Secondo Mekies, il deficit di competitività della vettura attuale è la conseguenza diretta della volontà di non abbandonare lo sviluppo durante lo scorso campionato, nonostante le difficoltà iniziali. “La monoposto non rispondeva alle nostre aspettative, la pressione esterna era fortissima e mi sono ritrovato a guidare il team a metà stagione: c’erano tutti i presupposti logici per decidere di concentrarsi esclusivamente sul 2026, considerando anche il debutto della nuova generazione di auto”, ha spiegato il manager francese. Tuttavia, il DNA della squadra ha spinto verso una direzione diversa: “Nessuno all’interno del box ha voluto alzare bandiera bianca. C’era il desiderio comune di scavare fino alla radice dei nostri guai per ribaltare l’inerzia della stagione. Eravamo consci che avremmo pagato dazio in futuro, ma questo team possiede uno spirito combattivo fuori dal comune”.

Un rischio calcolato contro la "via di fuga" del 2026

Spostare risorse massicce sul finale dello scorso anno ha inevitabilmente sottratto tempo prezioso alla progettazione della RB22. Mekies, però, difende la scelta definendola una questione di mentalità e cultura del lavoro nella Formula 1. “Tornare a focalizzarsi sul 2025 è stata una decisione quasi naturale. Ero appena arrivato, è vero, ma la volontà di non arrendersi era unanime. Abbiamo corso un rischio enorme, ma siamo ancora convinti che sia stata la mossa corretta: dare priorità solo al 2026 sarebbe stata una via di fuga troppo semplice, un modo per non affrontare i problemi presenti”, ha sottolineato il Team Principal. Per Mekies, lottare nel 2025 è servito a temprare il gruppo, anche a costo di sacrificare i primi Gran Premi della nuova era.

Nessun alibi: la risalita della Red Bull parte ora

Nonostante la f1 oggi veda una Red Bull inusualmente lontana dal vertice, la fiducia nelle capacità di reazione del reparto tecnico rimane intatta. Il manager non cerca scuse per le prestazioni opache viste nelle prime uscite stagionali, ma traccia la rotta per i prossimi mesi. “Quello sforzo ha indubbiamente influenzato il progetto 2026 e ora ne stiamo pagando le conseguenze. Ma non deve essere un alibi. Non siamo affatto soddisfatti della nostra attuale posizione in griglia, ma sono certo che sapremo venire fuori da queste complicazioni, proprio come abbiamo dimostrato di saper fare durante lo scorso anno”, ha concluso Mekies. La sfida alla ferrari f1 e agli altri top team è solo rimandata: la Red Bull è pronta a rimettersi in carreggiata.

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Sezione: News / Data: Lun 13 aprile 2026 alle 10:43
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.