Il Gran Premio di Monaco fa ancora parlare da Monza con una bellissima notizia per la scuderia di Milton Keynes. A seguito del ricorso presentato dopo le verifiche post-gara, la corte d'appello ha ufficialmente ristabilito il meritato terzo posto conquistato da Isack Hadjar sul tortuoso e affascinante asfalto del Principato. Ai microfoni di Sky Sports F1, il Team Principal Laurent Mekies ha espresso grande soddisfazione, sottolineando come questa sentenza rappresenti un traguardo fondamentale non solo per il giovane pilota, ma per l'intera credibilità della Formula 1.

La gioia per il podio: "Riconosciuto il valore della prestazione di Isack"

Il nodo dei limiti di velocità: "Non possiamo correre con il dubbio dei controlli post-gara"

Trasparenza e uniformità: "Importante avere un metro di giudizio coerente per tutti"

"Innanzitutto sono molto felice che la corte abbia reintegrato il podio di Isack. È importante per lui, ma sentivamo che fosse importante anche per lo sport. Non vogliamo correre dovendo poi preoccuparci a fine gara se il controllo del limite di velocità sia stato corretto o meno. Era fondamentale avere un modo coerente di fare corse."

— Laurent Mekies ai microfoni di Sky Sports F1 dopo il reintegro del podio di Hadjar

La gioia per il verdetto e la tutela del risultato in pista

Commentando il ribaltamento della decisione iniziale che aveva penalizzato il talento franco-algerino, Mekies non ha nascosto il sollievo e l'orgoglio per un verdetto che rende giustizia al lavoro svolto nel weekend monegasco, ormai lontanissimo. "Siamo davvero molto felici che la corte abbia ristabilito il podio di Isack", ha dichiarato il Team Principal. "Questo risultato ha un peso specifico enorme per il morale e per la crescita del ragazzo, ma sin da subito abbiamo avvertito che la questione travalicasse il nostro singolo interesse, toccando principi fondamentali per l'intero movimento".

Il rebus dei controlli e la serenità dei piloti

Al centro del ricorso vi era la necessità di fare chiarezza sulle procedure di verifica relative ai limiti di velocità imposti in regime di neutralizzazione o pit lane, un aspetto che rischiava di creare pericolosi precedenti interpretativi. "Nessuno di noi vuole andare in pista a correre con il costante timore di dover attendere ore dopo la bandiera a scacchi per capire se i controlli sulla velocità siano stati eseguiti correttamente o meno", ha evidenziato con fermezza il manager. "Il lavoro dei piloti e delle squadre in pista deve trovare immediata e certa corrispondenza nei verdetti".

Uniformità di giudizio per la tutela della Formula 1

In conclusione, l'analisi si è spostata sull'importanza di garantire equità e standard applicativi uguali per tutti i concorrenti dello schieramento. "Gran parte delle vetture ha rispettato regolarmente i regolamenti e i limiti di velocità prescritti a Monaco, mentre alcune monoposto sono risultate in infrazione, con casi in cui la sanzione è stata scontata e altri in cui ciò non è avvenuto", ha ricordato Mekies. "Per il bene della categoria e per garantire una competizione leale, era assolutamente indispensabile ripristinare un modo di correre che sia basato su criteri trasparenti, lineari e rigorosamente coerenti".

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Sezione: News / Data: Ven 04 settembre 2026 alle 16:13
Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
autore
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate