Il passaggio del secolo, quello di Lewis Hamilton a Maranello, continua a dividere l'opinione pubblica e le leggende del passato. Mentre i tifosi della Rossa sognano già di vedere l'inglese sollevare l'ottavo titolo mondiale vestito di rosso, c'è chi invita alla prudenza, guardando con occhio critico ai dati tecnici emersi dalle prime uscite della SF-26. Juan Pablo Montoya, pilota che non ha mai avuto peli sulla lingua, ha espresso il suo scetticismo riguardo alla competitività immediata della scuderia italiana, mettendo in guardia su un entusiasmo che potrebbe scontrarsi con la dura realtà del cronometro a Melbourne.

Il sogno del titolo e i dubbi sulla SF-26

L'ex pilota di Williams e McLaren riconosce il valore mediatico e sportivo dell'operazione, ma sottolinea come il talento del pilota, in questa F1 moderna, non possa colmare lacune tecniche strutturali. "Sarebbe una storia assolutamente incredibile per lo sport vedere Lewis trionfare con la Ferrari e conquistare l'ottavo mondiale, qualcosa di veramente fantastico. Tuttavia, se devo essere onesto basandomi su quello che abbiamo visto finora, nutro seri dubbi che la SF-26 sia la macchina da battere quest'anno", ha commentato Montoya con la consueta schiettezza. Secondo il colombiano, il gap con la concorrenza non è ancora colmato: "Mi pare che a Maranello manchi ancora quel centesimo decisivo per stare davanti a Mercedes e Red Bull in modo costante; non li vedo pronti per dominare da subito".

L'adattamento di Hamilton e la sfida con Leclerc

Oltre alla vettura, Montoya ha analizzato anche l'impatto che il cambio di ambiente avrà sul sette volte campione del mondo, specialmente nel confronto diretto con il "principino" di casa. "Lewis dovrà abituarsi a una cultura lavorativa totalmente differente dopo tanti anni passati in Inghilterra, e non sarà una passeggiata avere Charles Leclerc come compagno di squadra. Charles conosce la squadra a memoria ed è velocissimo sul giro secco", ha aggiunto l'ex pilota. Per Montoya, la f1 oggi richiede una perfezione che la Ferrari deve ancora dimostrare di avere: "Spero vivamente di sbagliarmi perché il motorsport ha bisogno di una Ferrari vincente con Hamilton, ma la realtà dei test mi spinge a essere molto cauto. Vincere il titolo al primo anno in rosso sembra una missione ai limiti dell'impossibile se la macchina resta questa". La f1 formula 1 del 2026 si preannuncia dunque come una salita ripidissima per la coppia più attesa del paddock.

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Sezione: News / Data: Lun 02 marzo 2026 alle 19:24
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.