Le prime due gare del Mondiale 2026 hanno mostrato una caratteristica particolarmente interessante della nuova generazione di Formula 1: la partenza è diventata una fase molto più complessa rispetto al passato, nella quale le differenze tra le power unit possono influenzare profondamente i primi metri di gara. A Melbourne Charles Leclerc era riuscito a scattare dalla quarta posizione per conquistare immediatamente il comando davanti a George Russell, mentre Lewis Hamilton aveva recuperato terreno portandosi nelle prime tre posizioni. Una settimana più tardi, a Shanghai, il sette volte campione del mondo aveva nuovamente sfruttato uno spunto eccellente, superando entrambe le Mercedes per affrontare la prima curva davanti a tutti. Episodi che hanno riportato l'attenzione su uno degli aspetti meno discussi della rivoluzione regolamentare: il cambiamento del comportamento del motore turbo durante le fasi precedenti e successive allo spegnimento dei semafori. L'eliminazione dell'MGU-H, il maggiore peso della componente elettrica e le nuove procedure introdotte dalla FIA hanno modificato il modo nel quale i piloti devono preparare la monoposto per il via. Il risultato è una Formula 1 nella quale una vettura particolarmente competitiva sul giro singolo può trovarsi temporaneamente in difficoltà nei primi metri, mentre un'altra può sfruttare una migliore gestione della coppia e dell'aderenza per guadagnare posizioni. Naturalmente due Gran Premi non bastano per stabilire che Ferrari possieda definitivamente il miglior sistema di partenza, ma le prestazioni di Leclerc e Hamilton rappresentano indicazioni interessanti, soprattutto considerando il vantaggio mostrato dalla Mercedes nelle qualifiche e sul passo gara.

L'eliminazione dell'MGU-H cambia il comportamento del turbo

Una delle modifiche più importanti introdotte nel regolamento 2026 riguarda la scomparsa dell'MGU-H, il dispositivo elettrico che nelle power unit precedenti permetteva di recuperare energia dal sistema di sovralimentazione e contribuiva a controllare direttamente la velocità di rotazione del turbocompressore. Durante il ciclo tecnico compreso tra il 2014 e il 2025, questa tecnologia aveva permesso ai costruttori di ridurre sensibilmente il fenomeno del turbo lag, ossia il ritardo tra la richiesta di potenza del pilota e l'effettiva disponibilità della pressione di sovralimentazione. Con il nuovo regolamento il turbocompressore deve invece affidarsi all'energia dei gas di scarico per raggiungere il regime necessario a fornire la pressione desiderata. Questo significa che la preparazione della partenza richiede una gestione particolarmente precisa del motore termico. Il pilota deve mantenere un determinato regime di rotazione per permettere al turbo di raggiungere le condizioni operative corrette, ma deve contemporaneamente evitare che il rilascio della frizione provochi uno slittamento eccessivo delle ruote posteriori. Una procedura non ottimale può produrre conseguenze differenti: un turbo non sufficientemente preparato potrebbe ritardare l'erogazione della potenza, mentre un eccesso di coppia disponibile nel momento sbagliato potrebbe compromettere la trazione. La difficoltà viene amplificata dal fatto che le monoposto devono affrontare il primo tratto di gara con pneumatici che non si trovano necessariamente nella condizione termica ideale, soprattutto quando le temperature dell'asfalto sono basse oppure quando il giro di formazione non ha permesso di raggiungere un livello uniforme di aderenza. La partenza non dipende quindi esclusivamente dai riflessi del pilota, ma dalla capacità di coordinare regime del motore, pressione del turbo, gestione della frizione e comportamento degli pneumatici. È una combinazione nella quale gli ingegneri svolgono un ruolo fondamentale, preparando procedure e riferimenti che devono essere adattati alle caratteristiche della monoposto e alle condizioni della pista. La Ferrari ha mostrato nei primi appuntamenti una buona efficacia in questa fase, ma soltanto l'analisi delle partenze successive permetterà di stabilire se il vantaggio sia legato a una caratteristica strutturale della power unit oppure alla qualità complessiva delle procedure utilizzate.

La FIA introduce una nuova sequenza prima del via

Le difficoltà emerse durante i test invernali hanno portato la FIA a introdurre una modifica alla procedura di partenza, con l'obiettivo di offrire ai piloti un tempo sufficiente per preparare correttamente le power unit. Il nuovo sistema prevede che, una volta completato il giro di formazione e raggiunte le rispettive posizioni sulla griglia, venga mostrato un segnale preliminare attraverso pannelli luminosi blu lampeggianti per cinque secondi. Soltanto dopo questa fase prende avvio la tradizionale sequenza dei semafori rossi, al termine della quale viene dato il via alla gara. L'introduzione del preavviso risponde anche a esigenze di sicurezza, perché una monoposto incapace di sviluppare rapidamente la potenza necessaria potrebbe trovarsi esposta al rischio di essere raggiunta da vetture che scattano con maggiore efficacia. Le partenze rappresentano infatti uno dei momenti più delicati di un Gran Premio, con numerose monoposto concentrate in uno spazio ridotto e differenze di velocità potenzialmente elevate. La nuova procedura cerca di ridurre il rischio che i piloti, soprattutto quelli nelle ultime posizioni dello schieramento, abbiano troppo poco tempo per preparare il turbo dopo essersi fermati sulla griglia. Ma la presenza del segnale aggiuntivo non elimina completamente le difficoltà. Ogni costruttore deve definire parametri specifici per la propria power unit e ogni pilota deve imparare a interpretarne le reazioni. La capacità di mantenere il corretto regime motore durante l'attesa, di individuare il momento ideale per rilasciare la frizione e di modulare l'acceleratore senza compromettere l'aderenza diventa quindi una competenza fondamentale. La Formula 1 del 2026 ha trasformato anche i pochi secondi precedenti alla partenza in un esercizio tecnico complesso, nel quale la preparazione può essere importante quanto il talento. Il lavoro svolto durante le prove di partenza assume così un valore maggiore, perché permette ai piloti di acquisire familiarità con procedure differenti e agli ingegneri di verificare il comportamento dei sistemi in condizioni operative realistiche. Un margine di miglioramento apparentemente limitato può tradursi in posizioni guadagnate, soprattutto sui circuiti nei quali il rettilineo iniziale offre opportunità importanti prima della prima frenata.

Ferrari veloce al via, ma la gara racconta un'altra verità

Le prestazioni di Leclerc e Hamilton a Melbourne e Shanghai dimostrano che Ferrari è riuscita a interpretare con efficacia almeno una parte delle nuove esigenze tecniche, ma evidenziano anche una contraddizione importante. In entrambi i Gran Premi, la Scuderia ha conquistato temporaneamente la testa della corsa, senza riuscire successivamente a trasformare questo vantaggio in una vittoria. In Australia, Leclerc aveva superato Russell e dato vita a una battaglia particolarmente intensa, prima che la strategia Mercedes durante la Virtual Safety Car modificasse definitivamente gli equilibri. In Cina, Hamilton aveva conquistato la leadership alla partenza, ma Antonelli era riuscito a recuperarla già nel secondo giro, dimostrando una superiorità complessiva della Mercedes che si è successivamente tradotta nella seconda doppietta consecutiva. Questi episodi offrono una lezione importante: una partenza efficace può creare opportunità, ma non sostituisce la necessità di disporre di una monoposto competitiva sull'intera distanza di gara. Il vantaggio iniziale deve essere accompagnato da una gestione efficiente dell'energia, da una buona conservazione degli pneumatici e dalla capacità di mantenere un ritmo costante. La nuova generazione di power unit rende inoltre più complessa la difesa della posizione, perché la distribuzione della componente elettrica può influenzare sensibilmente la velocità nei differenti tratti del circuito. Un pilota che utilizza molta energia per superare un avversario potrebbe dover affrontare successivamente una fase nella quale il sistema dispone di minori risorse, offrendo all'inseguitore una possibilità di contrattacco. La gestione di queste situazioni richiede strategie precise e una conoscenza approfondita del comportamento della monoposto. Il vantaggio Ferrari nelle prime partenze del 2026 rappresenta una qualità da valorizzare, non una garanzia di superiorità tecnica. La vera sfida per Maranello sarà conservare questa efficacia e accompagnarla con un miglioramento complessivo della SF-26, soprattutto nella gestione dell'energia e nel passo gara. Mercedes ha dimostrato di poter recuperare rapidamente le posizioni perse, grazie a una vettura molto competitiva e a una buona capacità di amministrare le diverse fasi della corsa. Ferrari deve quindi evitare di concentrarsi esclusivamente sui primi metri e cercare un equilibrio che permetta di trasformare una partenza straordinaria in un risultato altrettanto convincente. Perché, nella Formula 1 moderna, guadagnare una posizione allo spegnimento dei semafori è importante, ma riuscire a conservarla fino alla bandiera a scacchi rimane la vera misura della competitività.

Sezione: News / Data: Lun 23 marzo 2026 alle 19:18
Marica Bizzarri
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Marica Bizzarri
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La passione della Formula 1 per me è data dal gossip, dal film Rush, dal rosa della Racing Point e da quel "matto" di Bottas! Mi piace tutto ciò che è glamour in F1... e il grande Hamilton!