Il clima all’interno del box Red Bull Racing continua a essere elettrico, non solo per le sfide tecnologiche della nuova stagione, ma per le dinamiche di potere che regolano il team più vincente degli ultimi anni. Christian Horner ha recentemente rotto il silenzio su uno degli episodi più discussi degli ultimi mesi: il repentino allontanamento di una figura chiave del programma piloti, una decisione che ha scosso il paddock della f1. Dietro questa mossa, che molti hanno definito brutale per tempistiche e modalità, emerge con forza l'ombra di Helmut Marko. Il Team Principal britannico ha voluto chiarire come la gestione dei talenti e le scelte drastiche sulla formazione dei piloti restino ancora oggi un territorio dominato dal pugno di ferro del consulente austriaco, capace di influenzare il destino di chiunque orbiti attorno a Milton Keynes.

Il peso di Helmut Marko nelle decisioni sui piloti Horner ha spiegato senza troppi giri di parole che, quando si tratta di valutare le prestazioni e il futuro dei ragazzi targati Red Bull, il parere di Marko è quasi sempre quello definitivo. In un ambiente ultra-competitivo come quello della Formula 1, non c'è spazio per i sentimentalismi, e il licenziamento shock che ha sorpreso molti esperti sarebbe frutto di un’analisi tecnica spietata firmata proprio dall'ottuagenario di Graz. “Helmut possiede un'autonomia gestionale molto ampia per quanto riguarda il settore giovanile e le scelte relative ai piloti, ed è sempre stato un uomo d'azione immediata. In questa specifica occasione, ha ritenuto che non ci fossero più i presupposti per continuare e ha agito di conseguenza, seguendo quel suo istinto che in passato ci ha portato campioni del calibro di Max Verstappen” ha dichiarato il manager inglese. Per la ferrari f1 e le altre scuderie, questo modus operandi rappresenta un monito costante sulla durezza della filosofia Red Bull.

La reazione del paddock e la stabilità del team

Le rivelazioni di Horner arrivano in un momento in cui ogni movimento interno alla scuderia viene analizzato al microscopio dalle principali notizie internazionali. Molti si chiedono se questa suddivisione dei compiti tra Horner e Marko sia ancora funzionale o se stia creando crepe nella struttura di comando. Tuttavia, il Team Principal ha ribadito che, nonostante le divergenze occasionali, il sistema funziona proprio perché basato sulla meritocrazia estrema. “Il suo modo di fare può apparire brusco dall'esterno, ma fa parte della cultura vincente che abbiamo costruito in questi anni. Nonostante io sia il responsabile della gestione operativa della squadra, la competenza di Helmut nel giudicare il potenziale umano è un valore aggiunto a cui non rinunciamo facilmente” ha ammesso Horner parlando della f1 oggi. Mentre i rivali cercano di approfittare di ogni minima tensione, a Milton Keynes sembrano decisi a tirare dritto, confermando che sotto il marchio del toro non esistono posti garantiti, nemmeno per chi sembrava essere un punto fermo del progetto.

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Sezione: News / Data: Mar 24 febbraio 2026 alle 12:12
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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