Il connubio tra Max Verstappen e la nuova era della f1 sembra essere nato sotto una stella polare di profonda insofferenza. Sin dai primi test con la RB22, il quattro volte campione del mondo non ha mai nascosto il suo totale disappunto per un regolamento che ha trasformato i piloti in gestori di batterie piuttosto che in velocisti puri. Definizioni come "Mario Kart" o "Formula E sotto steroidi" hanno fatto il giro del paddock, accendendo un campanello d'allarme sul futuro dell'olandese. Nonostante un contratto che lo lega alla Red Bull fino al 2028, l'ombra di un ritiro anticipato si fa sempre più concreta se il piacere di guida dovesse continuare a mancare nella f1 formula 1 attuale.

L'amarezza di Max e la perdita del piacere di guida

Il punto focale della questione non è solo la competitività della vettura, ma l'essenza stessa della competizione. Nella f1 oggi, il dover alzare il piede per rigenerare energia o gestire il "super-clipping" lungo i rettilinei sembra andare contro l'istinto primordiale di un pilota di razza. "Sono una persona estremamente realista e so bene cosa significhi lottare per posizioni di rincalzo, l'ho già vissuto in passato. Tuttavia, quando ti ritrovi in settima o ottava piazza e non provi alcun piacere per il modo in cui devi guidare queste macchine, tutto perde di naturalezza. Il mio unico scopo qui è divertirmi e passare dei bei momenti facendo ciò che amo, ma onestamente al momento non è affatto così. Mi rattrista persino dover affrontare certi discorsi, ma questa è la realtà dei fatti e non c'è bisogno che nessuno provi pena per me", ha confessato Verstappen ai microfoni della BBC.

L'allarme di Jos e i giochi politici nel paddock

A rincarare la dose ci ha pensato Jos Verstappen, visibilmente preoccupato per la tenuta psicologica del figlio davanti a un format che non lo stimola più. Secondo l'ex pilota, il rischio che Max perda la motivazione è reale e tangibile, mettendo a rischio la sua permanenza nella massima serie. "Dicono che sia solo una questione di abitudine, ma sono certo che Max non riuscirà mai a godersi le corse in questo modo. Fa tutto il possibile con la squadra per essere competitivo, ma guidare queste vetture non rappresenta più una sfida per lui. Temo seriamente che possa perdere l'entusiasmo che lo ha sempre contraddistinto; un tempo pensava che la Formula 1 fosse l'apice assoluto, ora sono piuttosto pessimista", ha ammesso Jos a De Telegraaf, puntando il dito anche contro la ferrari f1 e la Mercedes per i giochi di potere regolamentari. "Toto Wolff e il suo team vorranno mantenere queste regole il più a lungo possibile avendo investito molto e avendo ora un vantaggio netto. Io stesso faccio fatica a restare davanti alla TV: in Cina ho spento dopo quindici minuti per tornare a dormire, non mi era mai successo prima".

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Sezione: News / Data: Mer 01 aprile 2026 alle 10:55
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.