Il clima nel paddock della F1 si fa improvvisamente rovente dopo le pesanti dichiarazioni rilasciate da George Russell. Il pilota della Mercedes ha puntato il dito senza mezzi termini contro il clan Verstappen, accusando Max e il padre Jos di aver orchestrato una complessa manovra politica per influenzare gli equilibri interni alla Red Bull e spingere Christian Horner verso l'addio. Un attacco frontale che squarcia il velo sulle tensioni dietro le quinte di Milton Keynes, suggerendo che le voci di mercato degli ultimi mesi non fossero altro che pedine di uno scacchiere molto più cinico.

Il j'accuse di Russell sulle manovre di Max e Jos

Secondo l'inglese della scuderia di Brackley, il caos che ha travolto il team campione del mondo non sarebbe frutto del caso, ma di una strategia mirata. Russell sospetta che i rumors su un possibile passaggio di Max in Mercedes siano stati alimentati ad arte. "Mi chiedo seriamente se tutto questo non sia solo una messa in scena architettata affinché Max possa restare in Red Bull alle sue condizioni", ha punzecchiato George durante l'incontro con i media. Per il pilota britannico, il potere esercitato dalla famiglia olandese avrebbe superato i limiti sportivi. "È evidente che i Verstappen godano di un'influenza enorme all'interno della squadra e non esitano a manipolare le dinamiche interne con estrema frequenza", ha rincarato la dose, aggiungendo poi un dettaglio sulla rottura con il team principal: "Per motivi che ignoriamo, non tollerano più la figura di Horner e stanno facendo di tutto per allontanarlo; sospetto che le voci sul suo arrivo da noi siano un'arma di pressione per far sì che lui resti solo in caso di uscita di Christian". Un’analisi che dipinge un quadro della Formula 1 dominata da giochi di potere piuttosto che dai soli tempi sul giro.

La difesa di Horner e il legame con Verstappen

Nonostante le accuse di Russell, è lo stesso Christian Horner a provare a gettare acqua sul fuoco, scagionando parzialmente il suo ex pupillo e puntando il dito verso i vertici aziendali e Helmut Marko. L'ex team principal ha spiegato che la sua uscita è figlia dei cambiamenti strutturali post-Mateschitz. "Sappiamo tutti che Jos Verstappen non è mai stato un mio grande sostenitore e ha espresso spesso critiche nei miei confronti, ma non credo siano loro i colpevoli della mia partenza", ha precisato l'ex manager della F1 Formula 1. Horner intravede dietro il suo addio la mano di Oliver Mintzlaff e i consigli di Marko, temendo un suo eccessivo accentramento di potere. Dal canto suo, Max Verstappen ha preferito mantenere un profilo istituzionale, ricordando con gratitudine il percorso condiviso con il suo storico capo, specialmente nel box della Ferrari F1 e degli altri competitor che hanno assistito alla loro ascesa. "Dobbiamo dare atto a Christian di quanto ha costruito per questo team e dei successi incredibili che abbiamo festeggiato, come il primo titolo del 2021 e quella notte indimenticabile ad Abu Dhabi; sono traguardi che resteranno per sempre impressi nella mia memoria", ha concluso l'olandese, cercando di separare i sentimenti personali dalle tempeste politiche che agitano il box.

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Sezione: News / Data: Mer 25 febbraio 2026 alle 11:51
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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