F1, Verstappen spaventa la Red Bull: "Ritiro? Non mi diverto più, questa Formula 1 non è naturale"

Le scorie del Gran Premio del Giappone continuano a farsi sentire in casa Red Bull. Dopo il deludente ottavo posto di Suzuka e i primi sfoghi a caldo, Max Verstappen ha rincarato pesantemente la dose in una lunga intervista concessa alla BBC. L'olandese non usa mezzi termini per descrivere la sua attuale insofferenza verso le monoposto di nuova generazione del Mondiale di Formula 1, sollevando ombre sempre più fitte sul prosieguo della sua carriera nel Circus.

L'insofferenza in pista: "È l'esatto contrario delle corse"

Il nocciolo del problema, secondo il fuoriclasse olandese, non è tanto il posizionamento in classifica, quanto le sensazioni artificiali restituite dalle vetture ad effetto suolo in fase di bagarre e gestione dell'energia. "Posso tranquillamente accettare di arrivare settimo o ottavo, ma questa F1 non è naturale", ha esordito Verstappen. "Non si può pretendere di dominare sempre, arrivare primi o lottare costantemente per il podio. Ma, allo stesso tempo, quando ti trovi a centro gruppo e non godi dei vantaggi che ne derivano, non è una sensazione naturale per un pilota. Cerco di adattarmi, ma il modo in cui bisogna correre oggi non è piacevole. È l'esatto contrario delle corse vere".

I dubbi sulla motivazione: "Non è questione di soldi, non mi diverto"

La mancanza di puro piacere di guida sta spingendo Verstappen a fare riflessioni profonde sulle sue priorità di vita, allontanando le speculazioni legate ai contratti milionari: "Si potrà anche guadagnare un sacco di soldi, ma non è una questione economica, la pista è sempre stata la mia passione. Inizi seriamente a chiederti se ne valga la pena o se ti piaccia di più stare a casa con la famiglia o gli amici. Ora penso di essere impegnato al 100% e continuo a provarci, ma il modo in cui mi dico di dover dare il massimo non mi sembra molto sano in questo momento, semplicemente perché non mi diverto a fare quello che faccio".

Il richiamo delle GT3: "Non c'è bisogno che mi compatiate"

Consapevole che le sue parole attireranno facili critiche da parte dei detrattori, l'alfiere del team diretto da Laurent Mekies ha voluto mettere subito le cose in chiaro, svelando i suoi piani alternativi: "La gente potrebbe facilmente dire: 'Hai vinto così tanti campionati e gare e ora ti lamenti solo perché la macchina non è buona'. Ma io la vedo diversamente. Ho molti altri progetti che mi appassionano, come le GT3. Non solo ci gareggio personalmente, ma lo faccio anche con il mio team. È davvero emozionante e divertente svilupparle, e voglio assolutamente continuare a farlo nei prossimi anni".

La chiosa finale suona come un avvertimento sereno ma inequivocabile al mondo della F1: "Se dovessi finire la mia carriera qui, non significherebbe che non farei altro. Continuerò sempre a godermi molte altre cose nella mia vita. Mi dispiace che si debba parlare solo di questo, ma è così e basta. Non c'è bisogno che mi dobbiate compatire".

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Sezione: News / Data: Dom 29 marzo 2026 alle 18:25
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate