La rivoluzione tecnica della stagione 2026 non riguarda soltanto l’aerodinamica e le monoposto, ma anche il modo in cui i piloti dovranno gestire la gara. Secondo Peter Bayer, team principal dei Racing Bulls F1, l’aumento della complessità dei sistemi ibridi farà sì che il lavoro in pista e fuori sarà molto più intenso: i piloti non dovranno limitarsi a guidare, ma anche gestire numerose variabili legate all’energia e alla strategia di utilizzo, una novità che rischia di cambiare il ritmo di gara. 

Nuovo equilibrio tra ICE ed energia ibrida

Le power unit del 2026 porteranno un equilibrio quasi paritario tra motore termico e sistema elettrico, con circa il 50% dell’energia derivante dall’elettrico, una novità che introduce modalità di utilizzo più complesse rispetto al passato. Questo significa che i piloti dovranno prendere decisioni in tempo reale su quando sfruttare il “boost”, su come gestire la ricarica e come adattarsi alle nuove modalità di aerodinamica attiva senza poter delegare troppo ai controlli automatici o alla programmazione, poiché il regolamento impone che il pilota gestisca direttamente molte delle funzioni chiave. 

I nuovi sistemi di gestione dell’energia non sono solo di natura tecnica, ma diventeranno anche parte integrante della strategia di gara: usare troppo presto l’energia disponibile può lasciare il pilota senza risorse nei momenti cruciali, mentre una gestione troppo prudente può compromettere un sorpasso o una difesa efficace. Questo continuo bilanciamento tra potenza termica, energia elettrica e strategia di utilizzo renderà ogni giro una sorta di partita a scacchi dinamica.

Maggiore sfida mentale oltre che fisica

Oltre alla guida in senso tradizionale, i piloti dovranno avere una padronanza molto più approfondita dei sistemi elettronici e delle modalità di power unit, una sfida che va oltre la classica guida fisica su cordoli e curvoni. In passato, la gestione dell’energia era più limitata e circoscritta a pochi momenti della gara; ora diventerà un elemento costante, con decisioni strategiche da prendere in tempo reale, sia in qualifica sia in gara vera e propria. 

Con il ritorno della modalità “boost” al posto del tradizionale DRS e l’aumento della potenza elettrica a disposizione, la prossima stagione promette spettacolo ma al tempo stesso una curva di apprendimento ripida per chi dovrà interpretare questi nuovi strumenti al volante. I cinque giorni di test pre-stagionali diventeranno dunque ancora più cruciali, non solo per capire i nuovi telai, ma anche per “sintonizzare” la mente dei piloti su questo nuovo modo di correre in F1 Formula 1.

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Sezione: News / Data: Mar 20 gennaio 2026 alle 12:12
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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